PALAZZO REALE: SULLE TRACCE DEL NASCONDIGLIO DI RAJA
La luce di candele accese e posizionate sul pavimento di una delle stanze del palazzo del sultano Muyassar, riflette la proiezione delle ombre della sagoma del sultano e di una femminile dietro una pregiata e velata tenda. Pochi istanti dopo Muyassar si infila la sua prestigiosa tunica dai colori arancioni e con le maniche decorate dai simboli dorati.
"Rivestiti"
Ordina alla donna che e' stesa su un tappeto rosso posizionato sul pavimento. Negli occhi del sultano c'e' durezza mentre guarda dall'alto la donna che rotola per dargli le spalle quasi rannicchiandosi e come se avesse appena fatto qualcosa di imbarazzante e vergognoso. Muyassar esce da dietro la tenda andando a versarsi da bere avvicinandosi ad un basso tavolino per poi sedersi a gambe incrociate per terra sorseggiando da un boccale dorato una bevanda tipica di quella terra.
" Maesta' !"
La voce di un uomo che appare sulla soglia della porta della stanza, fa girare Muyassar lentamente.
"Avevo detto che non volevo essere disturbato. In quale lingua devo parlare?"
"Mi spiace maesta' ma non l'avrei fatto se non fosse stato importante. Al telefono hanno chiamato da Las Vegas. Sembra che abbiano trovato le sue tracce.La comunicazione pero' si e' interrotta. Credo che non ci fosse stata ricezione ottimale. "
Muyassar torna a girarsi distogliendo lo sguardo dal servo e riprendendo a sorseggiare lentamente la sua bevanda quasi come a goderne il sapore, e come se quel momento non dovesse essere disturbato da qualcosa di non sufficientemente utile.
" Richiamali. E torna da me solo quando avrai notizie piu' utili "
Il servo fa un inchino nonostante Muyassar non lo stia guardando, quindi esce.
Intanto la donna si e' rivestita e uscendo da dietro la tenda si avvicina a Muyassar.
"Maesta'....posso andare?"
Gli chiede quindi con voce debole.
"Puoi andare."
La donna si dirige a passo frettoloso verso la porta, ma Muyassar la fa fermare di colpo con qualcosa che le dice.
" Domani mattina andrai con Siamak"
La donna si gira spalancando gli occhi e stringendo le mani unendo i palmi come terrorizzata.
"Siamak?? Perche' Siamak??"
Il sultano non risponde ma continua a sorseggiare la bevanda. La donna corre verso di lui e si inginocchia accanto all'uomo posando le mani sul braccio del sultano.
"Vi prego! Vi prego non mandatemi via!!"
"Hai avuto le tue occasioni. Ti ho dato molte possibilita'."
"Vi prego!!! Vi prego, non mandatemi con lui!!"
La donna in lacrime cerca di scuotere il braccio di Muyassar che si vede costretto a posare il bicchiere sul tavolino girandosi severo verso la donna.
" Vi prego!! Non mandatemi via!"
La donna si alza supplicando con lo sguardo l'uomo che si e' alzato.
" Ti vendero' al primo offerente. Quindi da domani non voglio piu' vederti qui."
Il servo precedente torna in quel momento con il cellulare in mano.
"MAESTA'!! Sono in linea!!"
Muyassar fa un cenno con la mano al servo per farlo avvicinare,quindi prende il cellulare iniziando una conversazione mentre la donna accanto a lui piange come se l'andare via da quella prigione, fosse qualcosa di ancora piu' brutto di quella in cui sarebbe andata il giorno dopo.
"L'avete trovata? Un monastero? E cosa vi fa pensare che si trovi li' ?"
Seguono alcuni attimi di silenzio, ma si sentono solo i singhiozzi della donna presente sempre piu' forti. Muyassar dall'espressione del viso fa un cenno al servo con cui gli ordina di portarla via.
" NOO!!! Vi prego!! Vi prego!!!"
Inizia a gridare ancora piu' forte di prima. Il sultano assume un'espressione di fastidio ancora piu' grande perche' non riesce a sentire bene le parole dell'interlocutore al telefono.
"Portala via."
Ordina quindi al servo guardando la donna che viene trascinata via dal servo continuando a piangere e supplicare inutilmente il sultano che, impassibile continua la sua conversazione passeggiando per la stanza.
"Se e' davvero li'...e' stata molto furba.......non lasciate la zona e tenete d'occhio il monastero.Non ammetto fallimenti questa volta. Riportate a casa il mio diamante"