LIBERAZIONE E GESTIONE DEL PROPRIO POTERE
Amanda e' seduta sul letto collocato all'interno della casa di quel villaggio in stile antico della dimensione in cui e' stata catapultata, e sta fissando il lampadario in frantumi a terra da ore. Il tempo trascorre in una modalita' strana e diversa per lei , e quando sente cinque rintocchi dell'orologio del villaggio, l'antropologa non ha nemmeno la percezione di quanto tempo sia passato. Sembra passato molto tempo da quando il misterioso guerriero incappucciato e' sparito, ma al tempo stesso come se fosse passato pochissimo. Esce dall'abitazione e dal villaggio recandosi nella zona del bosco che la conduce al grande albero in cui in precedenza aveva incontrato Odrin, il guardiano dalla pelle blu di quella dimensione che grazie alla sua amica Lara e il suo compagno di missione era stato liberato dalla maledizione in cui era stato esiliato all'interno di quell'albero permettendogli di ristabilire la pace del villaggio.
Quando Amanda giunge nella radura in cui si erge il grande albero, Amanda non vede pero' Odrin e l'assenza del guardiano da quel posto lo trova particolarmente strano. Pochi istanti dopo pero', avverte dei passi dietro di lei scorgendo l'incappucciato.
"Dunque vuoi scoprire come liberare e gestire il tuo potere se sei qui."
L'affermazione dell'incappucciato.
"Perche'? Avevo forse qualche alternativa di scelta? Non mi pare proprio. Sarei rimasta ferma e impossibilitata di fare qualcosa"
"Il restare fermi e' comunque una scelta. E non poteva portare a quello che invece puoi scoprire qui"
Amanda alza il braccio con cui mantiene l'arco che lui le ha dato in precedenza.
"Con questo? Che cos'e' che dovrei imparare qui con quest'arco? Senza frecce poi! Mi avessi almeno lasciato qualche freccia da lanciare per passare il tempo"
Commenta ironica.
"E' questo quello che dunque fai con lo strumento del tuo potere? Lanciare frecce a caso per passare il tempo? "
Amanda guarda il guerriero con espressione interrogativa.Lui le si avvicina prendendo l'arco dalle mani di Amanda e lo apre davanti a lei per farglielo vedere in tutta la sua grandezza e imponenza come un prezioso strumento antico intarsiato di simboli incisi con decorazioni.
"Ora guardalo. E dimmi che cosa vedi."
Amanda fa spallucce.
"Che cosa dovrei vedere? E' solo un pezzo di legno usato per combattere lanciando frecce contro qualcuno, oppure per giocare al tiro al bersaglio per passare il tempo"
"Sei una sacerdotessa. Eppure la tua visione si e' ristretta per poter andare oltre. Ecco perche' non riesci a vedere che cosa si cela dietro un' apparente arma da combattimento."
L'incappucciato si affianca ad Amanda e l'antropologa inizia a sentire qualcosa di energeticamente potente accanto a lei tanto da destabilizzarla. Lui posiziona l'arco come se dovesse tendere la corda per lanciare una freccia ma senza prendere nessuna freccia dalla sacca custodia che porta sulle sue spalle. Tende la corda con una mano continuando a restare accanto ad Amanda.
"Osserva. Questo e' uno strumento di grande potere. Puo' essere usato per colpire qualcosa o qualcuno. Qualunque cosa deva andare a colpire, va usato con attenzione e precisione o tutto il suo potere sara' andato sprecato o avra' arrecato danno a qualcosa che non doveva essere colpito ma che subisce lo sbaglio."
"E questo che cosa ha a che fare con la liberazione del mio potere?"
"L'arco e' come il potere di ognuno. Antico. Potente.Puo' essere usato per colpire per distruggere o uccidere.... o puo' essere usato per colpire per creare possibilita' o nuove cose "
"Ah si? E dimmi...che cos'e' che puo' creare una freccia scagliata contro qualcosa?? Puo' solo portare distruzione! Non puo' creare nulla se non distruggere!"
"Dunque e' questa la tua visione del tuo potere?"
L'incappucciato sfila con una mano una freccia prendendola dalla sacca appesa alle sue spalle, quindi la posiziona nell'arco e dopo alcuni istanti di concentrazione la scaglia verso un ramo superiore provocando un oscillamento del ramo che porta a far cadere al suolo dei succulenti frutti rossi. Amanda sgrana gli occhi vedendo finalmente del cibo da mettere sotto i denti e che solo utilizzando quell'arco nel giusto modo aveva potuto ottenere.
" Pensi ancora che possa essere usato solo per distruggere?"
Amanda incupisce lo sguardo soffermandolo poi verso i frutti caduti al suolo e che non vede l'ora di mangiare per la fame.
"Io....non .....non l'avevo mai visto da questa prospettiva..."
Ammette poi farfugliando e un po' a disagio.
"Sarebbe bastato scagliare la freccia con una minima diversa direzione o forza, e quel ramo avrebbe potuto essere staccato facendogli del male per poter ottenere quello che si voleva. Ma calibrando con la giusta forza e mira, hai del cibo e non hai distrutto qualcosa"
Amanda vede l'incappucciato abbassare lentamente l'arco e l'antropologa si gira verso di lui per cercare di scoprire quel misterioso volto ancora coperto.
"Era questa la lezione che volevi farmi sul mio potere? Lanciare una freccia per procurarmi del cibo?"
"Mangia. Le tue facolta' di apprendimento al momento non sono al miglior stato per poter cogliere il senso di tutto questo"
Amanda volge ancora uno sguardo al misterioso volto coperto per poi avvicinarsi ai frutti caduti a terra chinandosi per raccoglierli iniziando a mangiarne diversi e con gusto.