ARCO E FRECCIA MAESTRI
Amanda e' ancora vicino al misterioso incappucciato dopo averlo visto scagliare una freccia su un ramo per far cadere dall'albero alcuni frutti che ora Amanda guarda e mangia con desiderio a causa della fame che sta sentendo da quando e' finita in quella dimensione.
"Era questa la lezione che volevi farmi sul mio potere? Lanciare una freccia per procurarmi del cibo?"
"Mangia. Le tue facolta' al momento non sono al miglior stato per poter cogliere il senso di tutto questo"
Amanda volge ancora uno sguardo al misterioso volto coperto di quell'uomo che resta a distanza da lei sedendosi per terra sportivamente e mantenendo l'arco con una mano fino a quando l'antropologa non lo raggiunge nuovamente.
"Sei pronta?"
"Non so per che cosa dovrei essere pronta, ma sicuramente sono pronta per ascoltare quello che hai ancora da dirmi. E spero che tutto questo serva a farmi capire come andarmene via da qui"
"Potrai farlo imparando a conoscere il tuo potere."
"Si puo' sapere di quale potere stai parlando?? L'unico potere che qui serve per andarmene da questo posto, e' aprire un portale per tornare sulla terra o pregare che qualcuno dei miei amici venga a prendermi dal portale terreno e riportarmi indietro!"
"E' dunque questo quello che vuoi fare? Far dipendere il tuo cammino dalle azioni di altri?"
"E che cosa dovrei fare secondo te !! Solo loro possono riutilizzare quel portale e venire a cercarmi!"
"Ogni portale ha un punto di partenza e uno di arrivo. E anche se uno dei due non e' visibile, esiste. Solo che non riesci ancora a vederlo. E tu puoi imparare a vederlo o...a crearne uno nuovo. Tutto dipende da te. Da quello che credi di riuscire a fare. Solo da te."
Amanda scuote la testa negativamente.
"Le tue sono gran belle e sagge parole guerriero! Ma dimentichi una cosa fondamentale. Che non sono una maga! E non ho certi poteri! Sono un'antropologa! E va bene, posso anche dire di essere stata una sacerdotessa antica in qualche altra vita, ma ora sono soltanto un'antropologa! "
E' ora l'incappucciato a scuotere negativamente la testa.
"E' cosi' limitata la tua visione di te stessa da non renderti conto di cio' che Sei. E anche se te lo mostrassi, lo negheresti. E' necessario che tu ne prenda vera coscienza."
L'incappucciato si alza dal terreno.
"Avanti"
Le porge nuovamente l'arco e Amanda riguarda l'arma confusa.
"Ancora con questo arco??"
"Per vedere cio' che sei e puoi essere e fare, hai bisogno di capire prima il potere e la sinergia tra arco e freccia. Se lavorano in equilibrio, l'obiettivo viene raggiunto. Se solo uno dei due non e' in equilibrio, l'obiettivo viene mancato o viene sfiorato. "
L'incappucciato va alle spalle di Amanda e sfila una freccia dalla sua sacca per consegnare anche la freccia alla donna.
"Permettimi di aiutarti"
Le sussurra poi l'uomo mentre Amanda inizia a riavvertire un forte magnetismo nell'avere quel misterioso uomo cosi' vicino a lei. L'antropologa prende poi in mano la freccia che l'incappucciato le porge cercando anche di mantenere l'arco in posizione di utilizzo.
"Ero un'arciera in una vita precedente. Credi che non sia capace di usare un arco e di scagliare una freccia?"
" E lo sai usare con consapevolezza?"
"Eh? Che accidenti vuoi dire?"
Lui resta in silenzio, ma e' un tipo di silenzio che sembra indicare la certezza che lei avrebbe dato una risposta simile.
"Allora?"
"Scaglia la freccia e centra il bersaglio"
"Un bersaglio? E quale?"
Amanda si guarda intorno come alla ricerca di qualcosa da colpire.
"IL bersaglio"
Precisa lui
"E che cosa ho detto io??"
"Hai detto UN bersaglio."
"Quante storie per un articolo diverso, come se ci fosse differenza!"
"C'E' DIFFERENZA"
Marca lui con tono guerriero e sicuro.
"Ed e' proprio quello che accade quando non si sa nemmeno quale sia il proprio obiettivo. Si spara a caso lasciando al caso che cosa colpire. E quando succede, quello che si ha colpito non da' nemmeno senso di soddisfazione o fierezza. Perche' l'obiettivo non era L'OBIETTIVO ma UN OBIETTIVO. Capisci la differenza?"
Amanda sospira.
"Senti...ok....e' tutto molto bello quello che filosoficamente mi insegni, ma per me continua a non esserci nessuna differenza. Volevi l'obiettivo? E va bene! Centrerò quel frutto sul secondo ramo"
Amanda prende quindi la mira verso il frutto scelto e senza nemmeno concentrarsi piu' di tanto scocca la freccia colpendo il frutto di striscio senza farlo staccare.
"Non l'ho centrato in pieno ma era sufficiente colpirlo"
"Gli obiettivi vanno centrati, non colpiti"
L'uomo le toglie dalle mani l'arco e prende un'altra freccia per mirare il frutto in questione, quindi scocca la freccia dopo qualche attimo di concentrazione che va a colpire nel perfetto centro il frutto che viene spaccato in quattro pezzi perfetti che cadono al suolo come se il frutto fosse stato tagliato in perfette porzioni per quattro persone.
"Questo e' centrare l'obiettivo."
Amanda si gira verso di lui restando in silenzio guardando a terra i quattro pezzi perfettamente staccati.
"Come....come hai....."
"Puoi riuscirci"
Lui le ripassa l'arco e un'altra freccia indicandole quindi un altro frutto. Amanda prende la mira per cercare di centrare il frutto e scocca la freccia andandolo a colpire in un punto diverso dal centro dividendolo in due parti asimmetriche che finiscono per terra.
L'incappucciato va a recuperare le frecce per poi consegnarne una ad Amanda nuovamente.
"Riprova"