INCONTRO CON ATHOS, CAVALIERE DI UN PASSATO



MALESIA, casa di Donald e Christel

Amanda infila nello zaino quello che ha utilizzato per il suo temporaneo soggiorno della casa dei suoi amici, quando non appena ha chiuso la cerniera dello zaino, avverte uno strano vento fresco alle sue spalle che la porta a girarsi scorgendo nuovamente la figura dell'antico cavaliere apparso diverse ore prima proprio su quella stessa soglia di porta.

"Tu.....aspetta....non scappare ancora..."

Amanda alza una mano verso il cavaliere che sulla soglia della porta la guarda con occhi particolari ma al tempo stesso come se volesse indietreggiare, probabilmente proprio per fuggire come la precedente volta.

" Aspetta...."

Gli si avvicina lentamente continuando a tenere la mano avanti per marcare meglio il messaggio con un gesto.

"Chi.....chi sei..."

l misterioso cavaliere resta immobile vedendo Amanda avvicinarsi a lui e gli occhi dell'uomo diventano carichi di stupore ed emozione.

"Alina...."

"A che?"

Amanda si ferma abbassando la mano e guardando il cavaliere con occhi interrogativi.Il suono di quella voce pero' le desta qualcosa di familiare anche se non riesce a capire da dove possa provenire quel senso di familiarita' non avendo mai avuto di conoscere quell'uomo. E' ora il cavaliere ad avvicinarsi a lei entrando nella stanza. La mano del cavaliere va con gesto lento e morbido verso il viso di Amanda come a volerle accarezzare il viso. La donna lo guarda stralunata facendo l'atto di scostarsi, ma qualcosa la trattiene a restare ferma ,e la mano di lui le accarezza il viso e i capelli in un gesto caldo e quasi tremante. Toglie poi la mano da Amanda quasi subito.Gli occhi del cavaliere diventano nostalgici.

"Sei proprio tu...."

"Non ...non capisco....chi dovrei essere io?"

"Alina...La mia Alina..."

"No aspetta...ci deve essere un errore...Non so chi sei, e come sei entrato, ma questa e' la casa dei miei amici e non avranno piacere nel sapere che sei entrato in casa loro.E il mio nome e' Amanda, non Alina..."

"Amici? No, questa e' casa mia. E vivo solo...da quando ....da quando...sei andata via..."

Amanda lo guarda sbigottita.

"Senti....se sei un amico di Christel, e sei di famiglia, ok. Ma io non sono Alina. E non ho mai vissuto con te perche' non ti conosco"

" Hai....dimenticato.....?"

Il cavaliere china la testa affranto. Amanda gli si avvicina.

"Qual'e' il tuo nome?"

"Athos"

Pronuncia quindi lui rialzando il viso verso di lei.

"Athos...."

Mormora .Qualcosa dentro si muove dentro di lei ma non riesce a capire cosa. Avverte pero' ancora un suono familiare.

"Non ....non mi dice niente.Non ti conosco.E forse mi hai scambiata per un'altra persona.Magari chiedo ai miei amici e..."

"Non c'e' nessuno qui.C'e' solo un bambino.Non so chi sia. E' qui in questa casa da un po'. Prima non l'avevo mai visto.Tu...come puoi non ricordarmi?Come puoi non ricordare la mano che...ti....ha....uccisa....?"

Amanda si sente rabbrividire, e indietreggia istintivamente con una irrazionale "paura" nel sentire un simile discorso guardando Athos sempre piu' stranita.

"Cosa? Cosa stai dicendo?Si puo' sapere chi sei!?"

Amanda lancia uno sguardo guardingo al cavaliere.

"Alina. Tu sei stata la mia maestra. Eri la piu' grande arciera. Mi avevi insegnato a usare arco e frecce. Abbiamo combattuto insieme.Non ..ricordi?"

"Impossibile. Io non ho mai toccato un arco in vita mia. Non mi piacciono! Ne' archi ne' frecce! Anzi vuoi saperlo? Li detesto!"

Athos china la testa affranto.

"Li detesti...solo perche' ...ti hanno procurato...la morte...in passato. Per mano mia..."

Amanda scuote la testa come se non volesse pensare ad una simile cosa.

"No.Io sono esperta di molte armi. Soprattutto esplosive. "

Ripensa a quando aveva fatto esplodere anche un edificio in una missione con Lara.

" Ma non ho mai toccato una sola freccia con un arco, ne' ho intenzione di usarle in futuro!"

Athos rialza il viso e si avvicina a lei.

"La freccia che avevo scoccato era indirizzata ad un uomo che stavamo combattendo. Ma qualcuno ti ha afferrata da dietro spingendoti davanti a lui in modo che la mia freccia indirizzata a lui, finisse su di te."

Gli occhi di Athos si riempiono di lacrime. Davanti ai suoi occhi ha ancora l'immagine nitida.

"No...non sono io.Non sono io"

Amanda e' turbata e scuote la testa indietreggiando.

" Sono imprigionato qui dentro da tanto.Guarda...guardati intorno..il mobilio...lo scrittoio.....e' rimasto tutto come prima..non ho modificato nulla."

Amanda si guarda intorno.

"Qui non c'e' nessuno scrittoio. Ed e' tutto moderno. C'e' anche la terrazza, non la vedi?"

Athos cerca di guardarsi meglio intorno, ma cio' che vede e' qualcosa di molto diverso da quello che vede Amanda.

"No..io vedo... mobili antichi e impolverati. Le pareti sono piene di crepe"

"Stai scherzando? Sono dipinte di bianco e perfettamente moderne e prive di polvere"

Athos scuote la testa come se ora stesse focalizzando il fatto di essere rimasto in una realta' fisica parallela, e allo stesso tempo sovrapposta a quella che sta vivendo Amanda.

"Io....ora...devo andare..."

Amanda afferra lo zaino e sta per dirigersi verso la porta , ma Athos l'afferra con presa morbida per un braccio.

"Non partire. Non andare..."

Le sussurra lui.

Valentina - Racconti fantasy
Tutti i diritti riservati 2019
Creato con Webnode Cookies
Crea il tuo sito web gratis! Questo sito è stato creato con Webnode. Crea il tuo sito gratuito oggi stesso! Inizia