FINE DEL VECCHIO MONDO NEPHILIM
DIMENSIONE SCONFINATA
Dopo le ultime parole che Syride pronuncia, Shemezai inizia a dissolversi nella polvere di stelle emanata dalla dea insieme a quello che accade dentro Ratash e Sephir. La massa nera svanisce, e Syride si accascia a terra portando Ratash a voltarsi verso la dea mentre Sephir resta a fissare il punto in cui lo spirito del capostipite nephilim e' svanito come fumo e poi nebbia evaporata nell'atmosfera.
"Syride..."
Ratash accorre verso Syride chinandosi vicino a lei e prendendole le spalle tra le sue mani come per rassicurarsi che lei stia bene.
"Dimmi che stai bene. Dimmi che tutto questo non e' servito per farti andare via come l'altra volta!"
Le dice poi preoccupato nel vederla in una posizione simile a quella di quando aveva operato con Sephir nella precedente dimensione oscura. Sephir invece continua a restare con gli occhi fissi nel punto in cui il capostipite nephilim e' scomparso. Scomparso assieme all'illusione di quello in cui lui aveva creduto per millenni a causa di una falsa menzogna e falsa verita' smascherata da Syride.
La dea chiude gli occhi quando Ratash si china davanti a lei posandole le mani sulle spalle per poi riaprirli stancamente voltandosi verso il punto che sta fissando Sephir, dove la massa nera del capostipite nephilim si e' dissolta per tornare alla sorgente trasmutata. Uno stanco sorriso si delinea sul viso di Syride che torna a guardare Ratash.
" Sto bene....ma non posso piu' restare qui. Devo...tornare sulla terra"
Sussurra stancamente socchiudendo gli occhi debolmente per poi accasciarsi sempre di piu' verso il suolo.
Ratash sente Syride nuovamente debole, scena che continua a ricordargli quello accaduto anche la precedente volta.
"Syride!"
La riprende tra le braccia per evitare che si accasci a terra, ma poi e' Sephir che si volta verso i due.
"Se le e' successo qualcosa ancora e per aiutare te nuovamente...!?"
La rabbia di Ratash riesplode. Ma questa volta e' Sephir che si china per poi togliere dalle braccia di Ratash la dea.
"A lei ci penso io ora. Tu hai la tua donna no? Il tuo posto e' li con lei! Non qui con Syride!"
Ratash resta chinato vedendo il padre rialzarsi tenendo in braccio Syride. Si rialza poi a sua volta.
" Non ti permetto di dirmi cosa devo o non devo fare. E soprattutto di giudicarmi come un compagno di Enora che la sta tradendo"
"Syride ha fatto tutto questo per placare le rabbie della stirpe nephilim? Guardati!"
Ratash cerca di controllare la sua rabbia, ma sa che questa volta Sephir ha ragione,e sembra essere quasi piu' rinsavito e sensibile di lui.
"Dimmi dove la porterai"
"Perche' dovrei? Sbaglio o sei stato tu a cacciarmi insieme alla tua donna dal vostro giardino?"
Ratash si incupisce.
"E ora mi chiedi dove andremo? Hai seguito i tuoi credo tradendo le regole della tua razza per creare una famiglia con un'ariochense. Non vorrai mandare tutto all'aria per occuparti tu ora di un'altra donna?"
Ratash continua a tenere lo sguardo cupo e che ha tutta la voglia di arrabbiarsi per quelle parole che lo portano a vivere ora un conflitto interiore.
"Va dalla tua donna e tuo figlio"
Sephir si dirige verso un punto della stanza, ma Ratash lo blocca per un braccio anche se non con rabbia.
"Voglio assicurarmi che stia bene."
Sephir legge negli occhi del figlio qualcosa di profondo che Ratash non pronuncia.
"Verro' con lei quando stara' bene. Ora mi occupo io di lei.Tu torna dalla tua famiglia"
Sephir si allontana per poi aprire un portale e attraversarlo per sparire dagli occhi di Ratash che resta da solo in quella dimensione spazio , con le macerie di tutti i conflitti nephilim che fino a quel momento e dopo millenni avevano dominato molti esseri.
"Tempo!"
La parola di Ratash con la quale si ricatapulta nella dimensione terra facendo ritorno nella sua casa.
LUOGO INCOGNITO
Syride viene sollevata da Sephir tra le braccia per poi attraversare con lui un portale multidimensionale che li porta via dalla dimensione in cui Syride ha operato per trasmutare l'energia del capostipite nephilim finalmente dissolto e liberato dalla rabbia e oscurita'. Quando Syride apre gli occhi, la dea sente e vede la presenza di Sephir.
"Dove....siamo?"
Mormora fortemente spossata e parlando con difficolta' per quanto sia stato estenuante un affronto simile col capostipite nephilim.
"Ce ne hai messo di tempo per riprenderti"
Le dice con tono serio, ma non minaccioso o tenebroso.
"E' un posto innocuo e lontano da Ratash."
Sephir non le chiede come lei stia, ma sembra capirlo da solo.
"Quello che hai fatto e' stato pericoloso. Ma il tuo potere e' stato capace di affrontare anche il capostipite nephilim."
Sephir sposta ora lo sguardo altrove turbato mentre il vento scompiglia i suoi biondissimi capelli.
"Non posso ancora credere che....tutto quello che avevi affermato sul capostipite nephilim e quello tramandato di menzognero sull'intera razza nephilim fosse veritiero."
Sephir scuote la testa come se fosse deluso, e come se avesse "perso un mito" ritenuto tale per millenni.
"Non so nemmeno se ringraziarti...."
Si gira verso di lei nuovamente.
"O odiarti"
Syride si solleva un po' meglio col corpo restando pero' seduta sul manto erboso del luogo in cui il nephilim l'ha portata.
"A me non importa che tu possa odiarmi o meno. A me importa di aver fatto qualcosa per portare alla luce la verita' e aver cercato di liberare dalle rabbie e rancori voi e tutta la discendenza nephilim. Siete stati tutti vittime di un inganno."
Dice molto semplicemente la dea che non mira ad avere compensi ne' ringraziamenti. A lei importa solo il raggiungimento del suo scopo per il bene del pianeta e del cosmo contribuendo a liberarlo dall'oscurita' e inganno millenario tramandato da generazioni e che aveva provocato conflitti inutili e sanguinolenti soprattutto tra membri della stessa famiglia, razza e popolo.
"Prima di andare....vorrei sapere che cosa pensi di fare ora. E cosa nutri nei confronti del capostipite che ti ha ingannato. E anche quello che provi per Ratash"
Syride resta seduta sull'erba femminilmente appoggiandosi con delicatezza con i palmi delle mani sull'erba.
"Il capostipite era il mio maestro. Tu e Ratash, mi avete sbattuto davanti una realta' che ha fatto crollare tutto il mondo che avevo costruito."
Pronuncia le parole quasi come risentito.
"Ho fondato tutta la mia stirpe e il mio popolo per servire qualcuno che aveva ingannato tutti. Come pensi che mi senta ora? Mi avete fatto sentire come un imbecille! E non come un re ! E io ero un re! E ora voi...avete fatto crollare tutto il basamento della mia regalita'! "
Esclama poi di colpo arrabbiato. Il suo sguardo pero' poi si placa quasi subito.
"Tra una grandezza di regalita' basata su una menzogna, prima avrei scelto la menzogna purche' avere grandezza e ..potere."
Alza un pugno verso l'alto in segno di potere e grandezza.
"Ma ora tutto questo...mi e' stato strappato via. Che cosa resta ora a Sephir? Dimmelo tu."
Le dice poi abbassando il pugno e guardando con una specie di rancore Syride. Non tanto verso di lei, quanto verso il "destino" che l'ha beffeggiato per millenni. Syride si solleva lentamente vedendo Sephir provato e arrabbiato per la menzogna che gli e' stata raccontata e alla quale ha creduto per millenni. Millenni di rancori e rabbie e manie di potere distorti per un qualcosa di falso trasmesso da un capostipite che in primis piu' di tutti aveva basato la sua esistenza su valori e principi distorti per la separazione dal flusso dell'energia dell'amore.
"Comprendo la tua rabbia. Sei stato ingannato. Come molti esseri che hanno subito gli effetti di una falsa credenza trasmessa per epoche. Solo chi prende consapevolezza della menzogna puo' spezzare la catena della menzogna per se' , e automaticamente per tutti i discendenti e il mondo stesso."
Gli inizia a dire avvicinandosi a lui.
"Anche tua madre era stata ingannata. Anche lei e' stata vittima, anche se hai creduto che l'avesse fatto per potere. Tutto questo era sotto l'influsso del potere di una falsa credenza basata sulla separazione dall'amore. Permetti ora all'amore di fluire dentro di te. Ti permettera' di avere comprensione per tutto questo e tutte le anime coinvolte in questa menzogna. Non c'e' colpa. Non c'e' colpa di nessuno, se non responsabilita' di scelte di azioni. Siete stati tutti vittime senza saperlo portandovi l'uno con l'altro a guerre inutili che hanno creato ancora piu' separazione. Ma ora la verita' e' iniziata a emergere. E tu, come tutti voi, e tutti noi, abbiamo il potere di fermare la catena della menzogna e della separazione. Il vero potere sta in questo Sephir. Nel potere di riunire tutto quello che e' stato separato. Nell'Unione.Un grande potere puo' unire o separare. Ma sta a ognuno di noi scegliere se indirizzare l'energia di questo potere per unire o continuare a separare. Un pezzo del destino del mondo e' anche nelle tue mani.Come nelle mani di qualunque essere. Ognuno puo' contribuire. Tante "piccole" gocce riunite, tornando a ricreare il mare da cui tutti siamo appartenuti e apparteniamo."
Gli dice per poi portare le sue mani morbidamente sulle tempie di Sephir.
"Perdona tua madre per cio' che ha attuato consapevole che anche lei era stata una vittima del disamore. Perdona la madre di Ratash se ti aveva tradito, perche' anche lei era vittima di un meccanismo simile. Perdona tuo padre se non era stato abbastanza forte da impedire tutto questo abbandonando la dimensione terrena. Il vero amore quando fluisce liberamente, non tradisce Sephir. Ora sta a te tornare a essere un re. Si un re. Re....di Te."
Syride scivola via con le mani dalle tempie di Sephir per fare un passo indietro lasciando il suo sguardo su quello del nephilim.
"La mia missione e' conclusa. Ora sei tu ad avere il potere sulla tua nuova vita da spirito...libero."
"Perdonare...mia madre.... e la madre di Ratash?"
"Mi e' facile perdonare mio padre. E potrebbe essere fattibile perdonare mia madre, dopo aver elaborato tutto questo senza sapere che anche lei era stata una vittima di quegli influssi malevoli."
Le dice poi Sephir.
"Ma perdonare la madre di Ratash...Come! Mi ha tradito ! Mi ha tradito con un umano! Perche'?? Lei non era sotto influssi malevoli! Ma mi ha tradito! Tradito!!"
La rabbia di Sephir ora salta fuori all'idea di essere stato tradito dalla nephilim che lui avrebbe voluto accanto a lui come regina della stirpe nephilim.
" E tu mi parli di amore vero? Allora quello non era affatto amore vero, altrimenti non mi avrebbe tradito! E non con un umano! Cosa dovrei fare?? Perdonare lei perche' tanto quello non era amore vero da parte sua??"
"La tua amata aveva una missione importante che sarebbe stata potuta capire solo millenni dopo. Probabilmente ora"
Gli dice quindi con misteriose parole ma sicurezza nella sua voce.
"Lei ti ha portato due tematiche importanti che ha fatto apparentemente a te. Ma lo scopo divino attraverso lei, era farti vedere quello che tu hai fatto a te stesso e che tu stesso avevi ricevuto, ma non da lei. Dal capostipite nephilim. Lui ti ha portato tradimento e inganno. Esattamente come la tua amata. Io l'ho visto il momento in cui lei ti ha confessato questo. Shania ti ha tradito e c'era di mezzo un inganno. Esattamente come il capostipite nephilim ha fatto con te e l'intera razza nephilim. Lei aveva il compito energetico di portare alla luce l'esistenza di un inganno e di un tradimento. Ma tutto va rapportato a che cosa si e' fatto a se stessi. Gli altri fanno semplicemente da specchio affinche' quello che non si vede di aver fatto a se stessi,possa essere visto attraverso lo specchio che fanno gli altri."
Syride si avvicina maggiormente a Sephir.
"La domanda da fare ora e': perche' un re di una intera stirpe ha ingannato la sua stessa razza e il suo stesso sangue? Perche' ha scelto la separazione invece che l'unione?Tutto deriva dalla notte dei tempi. Dal momento in cui si e' separati da se stessi distaccandosi dalla propria Luce divina che in origine era UNA nell'unica essenza sorgente."
Syride gli prende poi le mani come a stabilire un maggior contatto energetico.
"Vai oltre il muro della separazione e dell'ego. Shania era una parte di te che stava cercando di farti vedere quello che tu, come ogni essere ha fatto a se stesso ogni volta che ha tradito la sua vera e originaria essenza. Perdonati. Perdona tutto quello che hai fatto a te stesso"
Syride lascia andare le mani di Sephir lentamente.
"Quando riuscirai a vedere e comprendere questa visione....sarai libero da ogni forma di vendetta o rabbia, perche' avrai compreso che tutto quello che ti e' stato fatto, tu l'avevi fatto a te stesso. Smettila di combattere contro di te e vedrai che li' fuori, niente piu' ti tradira' o attacchera' , e lo specchio esterno attraverso gli altri, riflettera' la piu' autentica immagine di te come Essere."
Syride indietreggia.
"Il mio compito con te....finisce qui. Quello che farai in futuro, sara' cio' che di utile riuscirai a prendere da quello che e' derivato da tutto questo insieme a me e...tuo figlio."
"No. Il tuo compito non e' finito."
Lo sguardo di Sephir penetra quello di Syride come se volesse magnetizzarla a farla restare.
"Cio' che tu dici sarebbe stato inconcepibile da considerare veritiero. Ma con gli occhi di ora e dopo aver visto quello che sei riuscita a fare con il capostipite e Ratash....non posso non credere alla verita' che porti e che hai portato per liberare la razza nephilim dalla menzogna primordiale"
Sephir le si avvicina.
"Ora capisco perche' mia madre sotto certi influss, avesse ingannato me e fatto uccidere o eliminare chiunque potesse ostacolare il potere nephilim nelle sue mani. Questo mi porta..."
Sephir alza il suo intenso e potente sguardo verso un punto indefinito di quella dimensione.
".....ad annullare ogni rancore e maledizione lanciati a partire da quelle verso la mia stessa famiglia e razza. Come sommo e grande sacerdote nephilim, sono io ora a liberare la mia intera razza nephilim da ogni tipo di maledizione attuata fatta o ricevuta."
Sephir torna a guardare Syride.
"Saresti stata una degna regina per guidare un intero popolo all'uscita dalla menzogna primordiale."
Sephir alza le mani verso l'alto aprendo le mani ed emettendo dei fasci che vanno come a squarciare il cielo in due dal quale scende del fumo nero. Le mani di Sephir girano creando un vortice di energia nephilim che mista a quella ricevuta dalla fusione con Syride avrebbe spazzato via tutto quel nero. Il cielo si ricongiunge purificato e il sereno diventa come ancora piu' limpido.
"Tu mi hai riportato a cio' che sono ora. Senza piu' condizionamento da false menzogne."
Sephir ripunta il suo sguardo su Syride.
"Mi resta solo un unico rimpianto. Quello di non aver ottenuto il perdono da Ratash. Ma so che crescera' l' ultimo erede, libero dalla menzogna che ha sporcato la sua intera stirpe. E questo mi basta per proseguire il mio viaggio e mio nuovo regno. "
Sephir alza gli occhi nuovamente verso l'alto.
"Creero' un nuovo regno nephilim. Questa volta non edificato su una menzogna."
Torna a guardare Syride.
"Vieni con me. Aiutami a riplasmare un nuovo regno nephilim. Non potra' mai piu' essere puro non esistendo piu' una nephilim di puro sangue. Ma il sangue nephilim ora e' arricchito da una nuova energia. Grazie a te. No, il tuo compito non e' finito. O forse non voglio che lo sia"
Le dice alla fine come per farle capire di volerla al suo fianco per il suo nuovo inizio.
Syride scuote la testa negativamente, ma le sue labbra delineano un sorriso di grande realizzazione.
"Il mio compito qui con te e' terminato Sephir. Ci siamo incarnati in due nuovi corpi proprio per questa missione. Ora sei uno spirito libero e non piu' dannato alla dimensione di prigionia.Sei riuscito a vedere e riconoscere quello che hai attuato nel nome di una falsa credenza e sei riuscito ora a cancellare tutte le maledizioni lanciate e sei pronto per creare un nuovo regno. Ma io non posso restare con te Sephir. Il nuovo regno potrai riplasmarlo da solo e con i tuoi poteri o scegliendo di incarnarti in un altro corpo, o dando inizio ad un nuovo cammino senza dover per forza ricreare un altro regno nephilim."
Syride alza un palmo della mano come per voler osservare qualcosa in esso.
" Faro' ritorno sulla mia stella, e li' scegliero' la mia prossima missione e in quale corpo. Ma prima faro' un'ultima cosa per comprendere se poter andare anche nel caso Ratash non sia riuscito a perdonare te. Probabilmente proseguiro' ugualmente, perche' ora sta a voi e ai vostri spiriti trovare la forza di perdonarvi reciprocamente. E quella forza e' racchiusa dentro ognuno di voi."
Syride si avvicina ancora di qualche centimetro al nephilim.
"Si fiero di cio' che sei riuscito a fare guerriero oscuro. Poiche' un grande guerriero, e' colui che dopo aver dimorato nelle tenebre, e' riuscito a risalire alla Luce. Ora sta a te da spirito libero, scegliere se tornare a servire le tenebre o...la Luce."
Syride prende le mani di Sephir tra le sue infondendogli ancora un po' della sua energia per poi staccarsi lentamente dalle sue mani.
"Va' verso il tuo nuovo cammino"
Syride si sarebbe dissolta gradualmente davanti agli occhi di Sephir.
"Hai ragione. Sono un nephilim e posso plasmare o riplasmare tutto cio' che voglio. Ma difficilmente potro' ricreare la razza nephilim o altri spiriti nephilim."
Sephir vede iniziare Syride a scomparire.
"Hai un legame con Ratash. Lo sento. "
Sephir resta ora come neutro da emozioni.
"Riplasmero' il regno a modo mio. E saro' io a scegliere cosa servire e come."
Sephir lascia poi andare Syride al suo cammino mentre lui avrebbe proseguito con il suo.
INDIA
Sephir e' nel luogo in cui la cascata che aveva nascosto per millenni il suo tempio di Takrar aveva fatto da scenario per la battaglia che ha segnato la fine della razza nephilim e del suo corpo come re degli angeli neri per millenni e finito in cenere dalla lama del sacerdote Arioch e del gruppo di Lara. I biondi capelli corti di Sephir vengono lievemente scompigliati da un vento caldo mentre i suoi passi si fermano sul ciglio del canale d'acqua che sta scorrendo e che va verso la cascata.
"Post fata resurgam"
Pronuncia antiche parole prima di chinarsi per scendere
nell'acqua e inabissarsi verso la cascata scomparendo tra le acque indiane.