RITORNO PER SALUTARE RATASH
DHARAN
Syride cammina lentamente sull'erba del giardino che circonda l'abitazione di Ratash scorgendo il nephilim seduto sul manto erboso avvolto dal buio della sera calata e fermandosi per osservarlo vedendolo assorto nei suoi pensieri. Syride avanza poi verso di lui arrivandogli davanti e fermandosi a meno di un metro .
"Non potevo tornare sulla mia stella senza prima venirti a salutare...Ratash. Ed essermi assicurata che stai bene"
La vista di Syride fa restare Ratash come un attimo sospeso nel vuoto.
"Syride...."
Sta per alzarsi, ma poi ci ripensa tornando a sedersi.
"Ti credevo....con mio padre"
Le dice quindi con viso che si abbassa come se non volesse vedere l'espressione di lei nel confermargli quella cosa. Anche se la dea ha contribuito per liberare Sephir dall'odio e violenza, Ratash non riesce a concepire che lei possa essere rimasta in compagnia del padre.
"Sei stata premurosa a venirti ad accertare delle mie condizioni. Sto bene."
Ratash rialza il viso verso di lei per guardarla negli occhi.
"Devo ancora abituarmi a questo tuo nuovo aspetto. In questo corpo ho ancora difficolta' a riconoscerti. Anche se so che sei sempre tu"
Ratash appoggia gli avambracci sulle proprie ginocchia sportivamente.
"Dunque ora il tuo programma e' tornare sulla tua stella? Quale sara' il tuo prossimo destino? Andare a liberare qualcun altro?"
"Non sento che stai bene"
Lo guarda in silenzio per alcuni istanti.
"Che cosa ti turba? La tua compagna e' tornata definitivamente?"
Syride resta in piedi davanti a lui.
"E Rashid sta bene?"
Syride non risponde ancora alla domanda di lui che le chiede della sua prossima missione. Ratash capisce di non essere riuscito a mascherare le vere emozioni alla dea, e si lascia andare ad un respiro profondo cupo.
"Si hai ragione. C'e' qualcosa che mi turba. Mi turba il malessere di Rashid. Sta vivendo ancora una volta l'abbandono della madre. E' sparita ancora."
Le dice quindi aprendosi.
"Non e' la prima volta che si allontana sparendo senza dire nulla. Fin'ora ho cercato di motivare le sue sparizioni per evitare che pensasse qualcosa di negativo di sua madre. Ma se non torna non potro' evitargli di sentire dei dolori. Ed e' questo che fa stare male...me"
Ratash si confida con Syride e si lascia ricadere all'indietro sull'erba mettendosi in appoggio sugli avambracci.
"Sto pensando di lasciare Dharan. La gente mormora. Giudica. E questa non e' nemmeno la mia terra. Sono venuto qui in terra ariochense per amore di lei. Per mio figlio. Ma non e' questo il tipo di famiglia che avevo immaginato. "
Ratash alza gli occhi verso il cielo.
"Ma se lascio Dharan portando con me Rashid, e nel caso Enora dovesse tornare, non saprebbe dove trovarci. Sempre se tornera'. Chissa' in quale dimensione o altra situazione si e' cacciata. Ma il fatto che abbia scelto di non condividere con la sua famiglia la notizia di dover affrontare i suoi demoni, mi delude. Mi ferisce. Non l'ha fatto solo una volta. E non credo che riusciro' piu' a guardarla come la guardavo un tempo. Indipendentemente se Enora tornera', non credo che tutto potra' tornare come prima"
Ratash e' diretto, ma allo stesso tempo Syride avrebbe captato la sua ferita nonostante la sua determinazione e forza. La dea ascolta la profonda delusione di Ratash, e qualcosa dentro di lei le fa provare una insolita tristezza abbassando per qualche attimo lo sguardo, prima di tornare a guardare Ratash sedendosi accanto a lui sull'erba del giardino.
"Il giudizio della gente che mormora non dovrebbe toccarti se tu sei convinto e sicuro delle tue scelte o emozioni.Ma se hanno il potere di toccarti,forse c'e' qualcosa che di quello che giudicano ti infastidisce turbandoti. Forse e' la paura di quello che possa provare Rashid nel sentire la gente mormorare negativamente sui suoi genitori.O forse e' una tua parte risentita verso la madre di tuo figlio per essere nuovamente sparita"
Gli dice poi la dea.
"Lasciare Dharan potrebbe sembrare una fuga. Ma se lasci Dharan definitivamente, la tua compagna potrebbe non riuscire piu' a rintracciarvi indipendentemente se torna fra una settimana, un mese, un anno o...anni. Credo che la decisione dovresti prenderla insieme a Rashid. E nel caso decideste di lasciare Dharan, fare in modo che la tua compagna possa rintracciare facilmente dove potreste essere andati."
Syride fa una pausa.
"Per quanto lei come madre di tuo figlio possa aver adottato un comportamento da apparente abbandono, ha diritto di sapere dove sia finito suo figlio"
Syride posa una mano su quella di Ratash.
"Capisco la tua delusione. Ma il bene e lo stato d'animo di tuo figlio hanno la priorita'. Scegli insieme a lui. E' un bambino, ma i bambini hanno profonde emozioni e vanno ascoltate e...comprese...."
Syride stacca la mano dal dorso di quella di Ratash.
"Vi conosco da poco. Eppure....mi fa stare male l'idea che siate infelici. Dove vorresti andare se dovessi lasciare Dharan?"
"Hai ragione.Il giudizio della gente non avrebbe dovuto toccarmi se fossi stato sicuro delle mie emozioni o scelte. La verita' e' che sono state toccate le corde della mia rabbia verso la madre di mio figlio."
Ammette poi Ratash rimasto ancora profondamente deluso.
"Sono andato contro la mia stessa stirpe per lei. Abbiamo concepito un figlio. E sono gia' due volte che sparisce e che ci esclude."
Ratash resta ancora qualche attimo a testa china.
"Non lascerei Dharan per fuggire. Ma perche' e' una terra che non sento come casa mia nonostante abbia costruito una famiglia. O almeno cosi' credevo di averne costruita. E' una famiglia a meta'. E qualcosa si e' spezzato dentro di me"
Ratash sente il calore della mano di Syride che si posa sul suo dorso per qualche attimo manifestandogli la sua vicinanza emotiva, e in quel tocco Ratash sente come qualcosa attivarsi dentro di lui di potente senza pero' riuscire a capire di cosa si tratta. Quando la dea stacca la mano, Ratash rialza il viso girandosi verso di lei.
"Seguiro' il tuo consiglio Syride. Domani stesso parlero' con lui. Ha diritto anche Enora di sapere dove troverebbe me e Rashid in caso tornasse. Ma prima ho bisogno di assicurarmi che Rashid sia propenso a cambiare casa e terra. Non voglio traumatizzarlo piu' di quanto gia' non lo sia. Sta gia' soffrendo molto per la sparizione della madre"
Ratash si rialza dall'erba e alza il viso verso le stelle.
"Quando ci siamo incontrati mi hai detto che tutti hanno una stella.E' strano, perche' questa sensazione riesco a sentirla solo quando sei qui. Non so che cosa significhi, ma vorrei chiederti un favore"
Ratash si gira nuovamente verso la dea.
"Fare il padre non e' facile. E ritrovarmi a farlo da solo mi destabilizza. Un tuo consiglio ulteriore dopo aver parlato con Rashid lo apprezzerei.Ti chiedo di restare qui finche' non avro' parlato domani con Rashid. Se ti va, avrai una stanza per te per questa notte."
Le propone.
" Aspettero' che tu domani parli con Rashid e poi....faro' ritorno sulla mia stella per proseguire con le mie missioni. Capisco che anche tu abbia la tua, e al momento senza il supporto della tua compagna. Ma se un mio aiuto potra' darti una mano, saro' felice di poterlo fare."
Syride acconsente a restare nell'abitazione di Ratash per quella notte.
"Se puoi accompagnarmi subito nella camera che puoi darmi,approfitterei per andare a riposare subito. E' stata una giornata molto impegnativa e avrei bisogno di riposare"
Ratash distende un po' piu' serenamente il viso nel sentire Syride accettare la proposta di pernottare li'.
"Ti ci porto subito. Ti faccio strada"
Ratash si dirige verso l'abitazione facendo entrare Syride per poi accompagnarla in una piccola stanza in cui e' collocato solo un letto singolo oltre a qualche mobilio.
"Spero possa essere confortevole. Non c'e' molto, ma l'importante e' che ti permetta di dormire bene. Buonanotte Syride. A domani...."
Ratash la guarda qualche attimo negli occhi, poi raggiunge Rashid nella camera da letto dove sa che l'avrebbe trovato al posto della stanzetta. Da quando Enora e' sparita infatti, Rashid preferisce dormire nello stesso letto del padre. Il nephilim si corica fermandosi a guardare per lunghi istanti Rashid dormire profondamente per poi spegnere la luce e prendere sonno anche lui.