VOLO VERSO GLI ABISSI FLUVIALI

Mentre la Pontiac guidata da Malik procede con sempre maggior difficolta', ad un certo punto una pattuglia della polizia locale che in precedenza e' stata avvertita dell'esistenza di pericolose dinamiche stradali coinvolgenti la Lexus, il camion e la Pontiac, inizia a partire all'inseguimento della Pontiac inducendo Malik a proseguire con una guida che e' tutto tranne che rispettosa delle regole stradali e che rimette in allarme la persiana dovendosi aggrappare sempre piu' saldamente a sedile e portello.

"Malik, inizio a sentire sempre di piu' una puzza che non mi piace. Ma perche' la polizia invece che inseguire dei veri criminali si mette a inseguire noi??"

In risposta, il nigeriano le dice qualcosa che trasmette alla donna una sensazione maggiormente preoccupante quando sente che il nigeriano le chiede se sappia nuotare.

"Nuotare?"

Raja si incupisce.

"Perche'....perche' mi fai questa domanda? "

Gli chiede mentre vede Malik dirigersi verso una strada sulla quale e' visibile un cartello con il simbolo di una diga. La macchina ormai sta perfino facendo delle pericolose scintille sui cerchioni a causa di alcune pericolose guide che il nigeriano era stato costretto a fare per seminare i criminali alle loro spalle. In piu' per fuggire dalla macchina della polizia che sicuramente li avrebbe fermati con gravi conseguenze e il quasi certo sequestro di una macchina nemmeno di loro proprieta' e che rappresenta l'unico veicolo di salvezza per entrambi verso la liberta', il nigeriano non riesce a veder altro che tentare un tipo di strada piu' che alternativa: finire nell'acqua di un fiume con tutta la macchina con l'obiettivo di nuotare verso un'altra strada in cui nemmeno la polizia avrebbe potuto rintracciarli. Il tipo di soluzione e' azzardata, ma Malik non sembra essere riuscito a trovare una migliore alternativa. La donna scorge poi sempre piu' vicino un burrone infondo alla strada che la macchina sta percorrendo a gran velocita'.

"Maliik... Mio...mio Dio...."

Raja non riesce a credere ai suoi occhi e a malapena riesce a emettere parola nel vedere la macchina spiccare un volo nel vuoto facendo mancare gia' in quel momento il respiro alla donna tanto da restare in apnea come se gia' fosse finita in acqua. La macchina si inclina verso il basso, e gli occhi di Raja si inabissano ancora prima che la Pontiac si inabissi nei fondali fluviali.

"Malikkk!!"

Riesce a gridare un attimo prima che la macchina sprofondi in acqua. La massa d'acqua che entra immediatamente nel veicolo, non da' nemmeno il tempo alla persiana di riuscire a fare un bel profondo respiro per immagazzinare ossigeno sufficiente per nuotare verso la superficie. I suoi occhi si chiudono non riuscendo nemmeno a tenerli aperti nell'acqua e non potendo nemmeno dire qualcosa per evitare di aprire la bocca e ingoiare mezzo fiume.

La persiana istintivamente cerca di andare alla ricerca dell'attacco della cintura di sicurezza per cercare di liberarsi alla cieca, nel non riuscire ad aprire tenendoli chiusi serratamente. Il suo tentativo di sganciare la cintura che sembra essersi bloccata, e' disperato. Cerca quindi di provare a sgusciare da sotto la cinghia che pero' non si allenta nemmeno di un centimetro, come se fosse saldamente bloccata. La persiana si sente sempre di piu' entrare nel panico con pensieri che cercano di farle credere di essere solo in un brutto incubo. Ma la realta' e' proprio quella che sta accadendo: sta andando a fondo di un fondale fluviale agganciata ad una cintura bloccata. Il respiro a corto diventa sempre piu' insufficiente, e pochi attimi dopo la mano della persiana smette di provare a sganciare la cintura, e anche il suo viso si abbandona esattamente come il suo corpo che inizia a farle perdere inevitabilmente coscienza. I suoi lunghi capelli si sciolgono come se si fosse improvvisamente trasformata in una sirena senza pero' che i suoi occhi siano aperti e con il suo delicato corpo completamente inerte ma con una sensazione interiore che l'attraversa simile a quella che aveva provato nello stesso momento in cui aveva cercato di togliersi la vita conficcandosi le forbici nel petto nel monastero. Anche in quel momento le era sembrato di essere in apnea prima dell'arrivo di Malik che l'aveva strappata alla morte. Eppure il momento in cui si trova ora Raja, e' ancora piu' amplificato se non peggiore di quello provato prima di aver cercato di togliersi lei la vita stando ai suoi tempi e scelte. Ma in quel momento sotto le acque del fiume, Raja si e' trovata senza avere nemmeno il tempo di prepararsi, capendo solo ora che cosa significhi meglio andare verso la morte. Dopo aver lottato cosi' tanto per la liberta' e aver tornato a ricrederle grazie all'arrivo di Malik, ora tutto quanto sembra non avere piu' senso. Nemmeno aver lottato cosi' a lungo per Raja trova piu' un senso.Nella sua testa risuonano solo le parole che silenziosamente urla al cielo : PERCHE' questa fine e proprio ora?

Raja chiude gli occhi mentre l'acqua inizia il suo viaggio anche dentro le sue vie respiratorie non lasciandole in corpo nemmeno piu' una forza se non quella di allungare una mano verso Malik come a volergli gridare un'ultima richiesta di aiuto a rallentatore.Ma poi la sua mano si abbandona quasi come se stesse danzando nell'acqua e che l'accompagna con una surreale a paradossale grazia sotto quei fondali, proprio come farebbe una sirena, ma con la differenza che per Raja quello non e' un ballo da sirena, ma quello che sembra rappresentare l'anticamera della fine. La persiana socchiude gli occhi girata verso Malik, l'unica persona al mondo che in cosi' poco tempo era riuscito a ridarle speranza in una vita finalmente libera anche se per poco.Eppure in quel "poco", Raja aveva potuto sentire il prezioso dono, ma che forse ora sta venendo portato via e trascinato giu' assieme a loro in quegli abissi.

Raja si abbandona al sedile della Pontiac a corpo inerte e gli occhi che si chiudono lentamente chiudendo il contatto col mondo, come se fosse ormai la fine proprio ad un passo dall'inizio della sua liberta'. Mentre l'ossigeno di Raja viene sempre piu' bruciato, la consapevolezza della persiana che si e' mentalmente staccata dalla situazione sommersa, va alla memoria del momento in cui aveva creduto di poter coronare il suo sogno piu' grande: quello di poter danzare come sempre aveva amato fare. Sogno che le aveva dato e poi strappato via lo stesso uomo a causa del quale ora lei si ritrova sotto gli abissi: Muyassar.


RICORDI

Palazzo di Muyassar

" Se tu lo vuoi...questa sara' casa tua. Potrai ballare e coronare il tuo sogno di danzatrice ballando per me. Solo per me. Avresti libero accesso in ogni area del palazzo e in giardino.E sarai anche pagata come se fosse un rispettoso lavoro.Potrai andare fuori da palazzo, fare tutti gli acquisti che vorrai.... e se vorrai visitare qualche posto, avrai un autista tutto per te e....anche la mia compagnia...Se vorrai."

Raja sgrana gli occhi incredula non riuscendo nemmeno a pronunciare parola.

"Io...io non so che dire....."

"Di' semplicemente ...si "

Le sussurra lasciandole la mano e sfiorandole il mento con una mano in un gesto sensualmente affettuoso e sprofondando nello sguardo di lei vedendole gli occhi lucidi dalla commozione all'idea di poter coronare il suo sogno e a sorpresa di poter avere una vita forse ancora migliore a quella di una regina come mai avrebbe nemmeno lontanamente azzardato a sognare.

"Io....non chiedo tanto...non chiederei simili cose. A me basta ballare...."

"E avrai il ballo e anche molto di piu' se accetterai i miei doni. "

Valentina - Racconti fantasy
Tutti i diritti riservati 2019
Creato con Webnode Cookies
Crea il tuo sito web gratis! Questo sito è stato creato con Webnode. Crea il tuo sito gratuito oggi stesso! Inizia