UN SALUTO CHE EVOCA ANTICHE EMOZIONI
DHARAN
Il giorno dopo Ratash si alza ben presto per preparare la colazione anche per Syride apparecchiando gia' la tavola. L'apparizione di Rashid prima del previsto porta pero' Ratash a intuire che il dialogo con il figlio sarebbe arrivata prima del previsto.
"Chi mangia oltre a noi?? E' tornata la mamma??"
Chiede speranzoso vedendo la tavola apparecchiata per tre.
"La mamma non e' tornata"
Ammette poi Ratash che vede il viso di Rashid intristirsi nuovamente e vedendolo iniziare a mangiare con poca voglia.
"Solo per questa mattina avremo un'ospite. Ma vorrei parlarti del nostro futuro. E vorrei che decidessimo insieme"
Rashid alza incuriosito il visetto verso il padre.
"Ma manca la mamma. Come possiamo parlare del futuro senza la mamma?"
"E' proprio per questo che vorrei parlarti del nostro futuro.Proprio perche' manca la mamma"
Rashid china il viso tristemente mettendosi poi in ascolto del discorso che gli avrebbe fatto il padre.
Diverso tempo dopo.....
Syride appare sulla soglia della porta della cucina dove Ratash e' rimasto in riflessione dopo l'uscita di Rashid e la conversazione avvenuta tra padre e figlio.
"Buongiorno Ratash...."
Syride si avvicina verso una delle sedie col posto libero della tavola allestita per la colazione restando pero' in piedi dietro di essa.
"Sono venuta un paio di volte, ma nel vederti parlare con Rashid, ho preferito lasciarvi soli e tornare nella camera. Non ho potuto pero' fare a meno di sentire alcune cose che mi hanno portata a sentire maggiormente il meraviglioso padre che sei. Perdonami se ho ascoltato qualcosa."
Syride fa una pausa.
" Siete arrivati a qualche scelta?"
"Buongiorno a te Syride."
La saluta lui raddrizzandosi un po' sulla sedia come per scrollarsi dalla pesantezza delle emozioni che lo stanno attraversando.
"Non hai fatto nulla di male nell'ascoltare. Ti ho chiesto io di restare qui per aiutarmi in fin dei conti. "
Ratash si alza dalla sedia e scosta quella vicino Syride per invitare la dea a sedersi.
"Questo posto e' per te, accomodati. E come minimo meriti una degna colazione solo per aver rimandato la tua partenza per aiutarmi ancora una volta"
Ratash va quindi a prendere le pietanze preparate per offrirle poi a Syride versandole anche una tazza calda di una bevanda particolarmente profumata di spezie.
"Non mi vedo cosi' tanto meraviglioso come padre. E forse nemmeno piu' come uomo se non sono riuscito a far restare qui la mia compagna, e madre di mio figlio"
Ratash sembra iniziare per la prima volta a dubitare di se stesso come uomo piu' che nephilim. Torna poi a sedersi per accompagnare la colazione di Syride parlandole.
"Rashid ha bisogno di pensare. Non e' facile per lui abbandonare la casa e la citta' in cui e' nato e cresciuto. Spera sempre nel ritorno della madre, e quello che lo blocca e' il sapere che lei nel tornare non possa piu' rintracciarci. Gli ho detto che faremo in modo che lei possa riuscire a rintracciarci, e che questa casa restera' sempre accessibile per lei. Ma non so che cosa vorra' fare."
Ratash si spalla alla sedia allungando le braccia sul tavolo prendendo la sua tazza vuota tra le mani.
"Detesto vederlo infelice per l'abbandono della madre. Non lo sopporto"
Le mani di Ratash iniziano a stringere la tazza nervosamente.
"Sarei pronto ad affrontare ondate di guerrieri armati al posto di vedere mio figlio con questo dolore da affrontare, e cosi' piccolo. "
Mentre sorseggia la prelibata spezia preparata dal ninja nephilim,la dea capta subito che l'uomo e' condizionato da una rabbia nei confronti di Enora.
"Non dubitare mai di cio' che sei e che hai fatto, solo perche' un'altra persona ha deciso di allontanarsi indipendentemente se temporaneamente o ...per sempre. Gli abbandoni, anche quelli piu' brevi o temporanei, insegnano qualcosa. Come al capire di essere capaci di poter affrontare responsabilita' anche senza un aiuto.Non so se la tua compagna tornera' o meno. Ma se non dovesse tornare, significa che il suo compito con te e Rashid e' terminato per permettere a voi di affrontare i vostri demoni interiori. Le anime non hanno eta'. Sono perfettamente in grado di affrontare tutto. Le persone che abbandonano sono messaggeri insegnanti perche' riflettono l'abbandono che si e' fatto a se stessi. Non abbandonare piu' te stesso. Resta unito con tutte le parti di te,soprattutto con quelle che temono di non essere capaci di qualcosa. Amale anche in quel caso, e non rinnegandole o giudicandole. Resteranno con te, e tu avrai imparato a non abbandonare nessuna parte di te. E non avrai piu' intorno messaggeri che ti faranno da specchio per farti vedere cosa significa l'abbandono e abbandonare se stessi."
Syride inzuppa un biscotto farcito nella bevanda gustandola quasi ad occhi chiusi.
"Permettimi di dirti che sei anche un cuoco celestiale"
Syride sorride riaprendo gli occhi per poi tornare seria.
"Ratash....io non credo che la mia presenza qui sia piu' necessaria.Sono sicura che insieme a Rashid saprete scegliere la soluzione migliore per tutti. Io purtroppo non ho il potere di dirti cosa fare o non fare. Ma posso consigliarti di andare verso le scelte che possano dare serenita' sia a te che Rashid. La tua compagna forse un giorno tornera', e voi avrete appreso delle lezioni preziose che vi avranno reso piu' forti e uniti con voi stessi. Non lasciare che la rabbia sporchi tali lezioni, e anche nel suo eventuale ritorno, potrai vederla con nuovi occhi per il compito e ruolo avuto per te e per Rashid."
Ratash ascolta Syride guardandola come se per la prima volta avesse compreso qualcosa di importante sull'abbandono.
" Tu credi che Enora avesse solo il compito di insegnarmi a non abbandonare me stesso? Dovrei pensarlo quindi anche di mio padre e di mia madre."
Ratash abbassa il viso ripensando a qualcosa.
"Non colpevolizzo mia madre per avermi abbandonato nella vita in cui era stata uccisa da mio padre a causa del tradimento che lei aveva attuato concedendosi a un umano. Non so se lui anche all'epoca avesse spinto lei a cercare quello di cui aveva bisogno altrove, e che lui non riusciva a darle. Ho sempre e solo dato la colpa a lui di tutto. Ma grazie a te ora ho nuovi occhi per poter capire qualcosa che va oltre...ogni spazio...e.....tempo"
Ratash allunga una mano verso una di Syride stringendogliela in una morbida presa di gratitudine.
"Enora ha sicuramente contribuito a insegnarmi molte cose. Ma anche tu Syride. E senza il tuo ruolo qui per me e per Rashid e il mio stesso padre rinnegato, sarei ancora avvelenato con lui. Quello che hai fatto per me, per Rashid, e il mio albero genealogico.....non lo dimentichero' mai Syride.Vorrei solo poter ricambiare e fare qualcosa io per te"
Syride sente una commozione farsi strada nel sentire che il suo intervento e missione abbia potuto permettere a Ratash di vedere tutta la storia terrificante della sua razza e stirpe sotto una nuova luce, e che l'ha portato a liberarsi sempre di piu' dell'antica rabbia.
"Questo mi ripaga di tutto Ratash"
Syride stringe la mano del ninja ricambiando la stretta, ed e' in quel momento che qualcosa scatta come una scintilla dentro di lei, come a riattivare una memoria di un gia' vissuto e che la porta ad una emozione di malinconia. La mano inizia a tremarle sentendo una energia potente nel contatto con la mano di lui e lentamente scivola via dalla sua mano distogliendo lo sguardo da Ratash.
"Io....devo....devo andare.....il mio compito qui e' terminato....."
Syride si alza poi quasi di scatto profondamente scossa.
"Ti auguro di ritrovare la felicita' con Rashid e....la donna che tornera' per restarti accanto per tutta l'incarnazione. Abbi fede e fiducia, e porta sempre il tuo cuore ad anelare quello che piu' possa farlo bruciare di vita, e passione infinita. Enora potra' tornare se il tuo cuore si aprira' al perdono e alla comprensione di cio' che hai abbandonato di te per cosi' tante altre vite. Sara' il tuo cuore a indicarti la via"
Syride gli da' le spalle per nascondere i suoi occhi diventati improvvisamente lucidi.
"Salutami Rashid come la Syride che aveva conosciuto nel mio precedente corpo prima di questa missione."
Gli dice senza voltarsi piu' verso di lui per poi muovere i passi verso la porta di uscita dell'abitazione del nephilim. Ratash sente la particolare "scossa" che turba Syride portandola ad alzarsi di scatto staccandosi da lui. L'evento pero' non lascia intoccato lui, che si sente pervadere da una sorta di vuoto abissale nel vedere quella donna dirigersi verso la porta di uscita dopo le parole che lei ha pronunciato e che in qualche modo hanno come ridato scossa e fuoco a qualcosa dentro di lui di dimenticato.
"Syride!"
Ratash ferma la dea raggiungendola prima che lei esca dalla porta, e la fa girare verso di lui con una presa morbida di una sua mano sulla spalla di lei. La guarda negli occhi come se stesse ricercando qualcosa di perduto e nascosto negli occhi di lei.
"Non so che cosa sia ma....quella sorta di abbandono lo sto rivivendo ora. E non so darmene un significato"
Proprio in quel momento Rashid entra dalla porta di ingresso vedendo il padre con una mano sulla spalla di Syride. La mano di Ratash scivola via quasi subito da lei, sotto gli occhi interrogativi di Rashid.
"Papa'. E' lei la nostra ospite?"
Ratash annuisce confermando.
"Si. E' stata una vera amica per aiutarmi a risolvere una cosa importante. Ma ora sta andando via"
Rashid scruta negli occhi Syride come se nello sguardo di lei sentisse qualcosa di familiare o gia' conosciuto. Ma Rashid non puo' sapere che in quel corpo diverso, ci sia proprio la Syride che aveva conosciuto in precedenza e che la parte bambina di lei l'aveva accompagnato sull'altalena nella zona magica plasmata da Ratash.
"Anche tu resterai senza amici come me se andiamo via?"
La domanda di Rashid spiazza un po' Ratash.
"Ci faremo dei nuovi amici se deciderai di andare via da qui."
"Ma se andiamo via non potranno piu' trovarci né la mia mamma, né Syride, né Syria."
"Syria?"
"Si! E' una bambina che avevo incontrato alla fontana dalla piazza alla statua di Arioch. Aveva detto che un giorno sarebbe tornata. E io ci spero! Ma se andiamo via non potremo rivedere nessuno, vero?"
Ratash guarda il figlio per qualche attimo alzando poi il viso verso Syride come se ancora una volta stesse chiedendo il suo aiuto, dato che Rashid ha ora perfino menzionato la lei del precedente corpo.
" Faremo in modo di renderci rintracciabili anche da Syride ed Enora ovunque andremo se vorrai andare. D'accordo?"
Gli dice poi per cercare di risolvere lui la questione e non mettere in difficolta' Syride.
"Solo i vostri cuori richiameranno e faranno riapparire quello che e' destinato a tornare a voi."
Lo sguardo di Syride va verso quello di Ratash come per comunicargli qualcosa su un piano piu' sottile.
Subito dopo la dea lascia l'abitazione scomparendo alla vista dei due mentre un senso di vuoto si impadronisce dentro di lei, esattamente come accade in Ratash che fissa la porta dalla quale la dea e' uscita.
"Posso dormire stanotte nel tuo letto?"
La voce di Rashid distoglie Ratash dal fissare la porta.
"Certo che puoi.Dormiremo insieme"
Ratash si china per abbracciare il figlio cercando di fargli sentire il meno possibile la mancanza della madre. Ratash pero' anche nei giorni seguenti continua a vedere il figlio triste fino a quando il bambino gli si avvicina per dirgli qualcosa.
"Papa'. Non mi piace piu' stare qui. Ce ne andiamo?"
Ratash capisce che per Rashid e' diventato troppo restare a vivere ossessionato in attesa di rivedere Enora riapparire in casa.
"Sei sicuro?"
"Si. Tanto la mia mamma non tornera' piu'. Non ci vuole piu' bene."
Rashid arrabbiato corre verso la sua stanzetta e Ratash gli va dietro per cercare di fare qualcosa. Anche lui e' arrabbiato con Enora, ma non vuole che anche il figlio lo sia. Sa che non sarebbe stato facile far capire a un bambino che anche se una madre sparisce di colpo, non significa che non voglia bene. Non lo e' nemmeno per degli adulti accettarlo, ma per un bambino sarebbe stato ancora piu' complicato.