SULLE TRACCE DELLA DIMENSIONE DI SEPHIR
India
Syride apre gli occhi trovandosi sul manto erboso della zona venendo girata lentamente da Ratash che si vuole assicurare dell'impatto che quel viaggio abbia avuto su di lei.Un rigolo di sangue cola da una narice della dea poiche' anche lei e' sottoposta alle leggi del mondo materiale e quindi delle conseguenze dolorose del corpo.Si tocca una narice con la mano.
" Non avevo ancora sperimentato questo tipo di viaggio con questa energia..nephilim....Sei...potente...Ratash"
Gli dice alzando il viso verso quello di lui.
"Sto bene.Devo solo registrare questa nuova modalita' di spostamento nel tempo e trasformarla in viaggio...."comune" "
Syride si gira verso la grande cascata.
"E' stato ucciso qui tuo padre?"
Gli chiede poi restando girata verso la cascata. Ratash volge il suo sguardo verde-azzurro sulla cascata che fino a cinque anni prima e per centenari, aveva nascosto il tempio di Takrar, ultimo tempio nephilim terreno.
"Si...e' accaduto qui. Sia dove lui mi aveva pugnalato mortalmente, sia dove lui e' stato trafitto mortalmente per mano di...Arioch."
Ratash fa alcuni passi verso un punto del terreno e si china guardando verso il basso.
"Quando mio padre e' stato trafitto io non ero qui. Ma ho potuto vedere in seguito ogni cosa accaduta su questo scenario. E' stato come essere li' in quel preciso istante in ogni caso."
Ratash si china maggiormente posando le mani sul terreno.
"E' qui...e' questo il punto in cui le ceneri di mio padre sono tornate alla terra. E con esse tutto il popolo nephilim.Ma il suo spirito...non e' piu' qui..."
Durezza e tristezza emergono negli occhi di Ratash che resta a testa china con lo sguardo fisso in quel punto.
"Mi sembra quasi di vederlo ancora bruciare...."
Syride abbassa lo sguardo su Ratash che e' chinato e a testa bassa sul suolo indiano ricordando gli eventi dolorosi dell'ultima battaglia nephilim.
"Io posso vedere quello che e' successo qui.Questo posto e' intriso di dolore..di morti. Molti esseri hanno perso la vita. Posso vedere tutta quell'energia"
Syride si china accanto a lui.
"Il suo spirito e' prigioniero. E' per questo che ti sembra di vederlo ancora bruciare. Lui non e' qui.Ma forse questo tu gia' lo sai. "
Syride posa una mano sulla spalla di Ratash.
" E' stato mio zio a imprigionarlo"
Syride gli manifesta comprensione sapendo che Arioch ha dato il colpo finale a Sephir con la sua arma.
" Ma io penso che tu puoi avere il potere di liberarlo dalla dannazione in cui si trova ora.Per liberarlo non intendo dire che potra' tornare qui sulla terra a seminare altro male. Ma lasciare che il suo spirito trovi la pace in un posto diverso da quello in cui si trova ora. L'arma di Arioch aveva il potere di spedire uno spirito in un regno sconfinato. Ma nessun potere di nessun'arma e' piu' grande del potere di un perdono e della comprensione del perche' un essere ha agito in maniera cosi' crudele e spietata come tuo padre"
Syride fa scivolare via la mano dalla spalla di Ratash mettendo anche in conto che il ninja nephilim avrebbe potuto avere una reazione negativa a quelle parole sul perdono. D'altronde, come si puo' perdonare qualcuno che ha sparso morte ovunque e che ha perfino cercato di trafiggere e uccidere un proprio figlio per la brama di un trono e regno?
"Perdonarlo?"
Ratash si rabbuia quasi ferocemente con lo sguardo verso Syride.
"Come posso perdonare chi ha cercato di uccidere me per i suoi sporchi obiettivi plagiando al male ogni nephilim e votandolo a uccidere per sterminare tutto il mondo in modo che potessero esistere solo i nephilim? Se tutta la mia stirpe e' stata estinta eccetto me, e' quello che si e' meritato lui e Shemezai!"
Esclama ora quasi furibondo. La reazione prevista dalla dea, era corretta.
"Se potessi averlo ora tra le mie mani..."
Alza le mani che quasi tremano per il desiderio di sfogare la sua ira contro Sephir.
"Ha ucciso mia madre nel momento in cui stava godendo del piacere della loro unione durante la quale sono stato concepito io. Dentro di me, c'e' il ricordo di tutto questo! Di tutto questo dolore! E non posso perdonarlo! Deve pagare per quello fatto! E se ora e' in un mondo di dannazione, e' cio' che si merita! Tutto quello che voglio ora, e' che Shemezai non tormenti la mia famiglia. E se l'unico modo per farlo, e' andare da mio padre e capire cosa posso fare da li' per far placare l'ira di Shemezai attraverso mio padre, sono pronto a farlo."
Afferma poi con forte determinazione e sicurezza senza nessuna ombra di paura.
Syride vede la rabbia che Ratash nutre per Sephir, ma la dea e' perfettamente in grado di comprendere il tipo di dolore che quel nephilim prova.
"Sei davvero pronto a tutto Ratash per impedire che Shemezai tormenti la tua famiglia? Potrebbe servire una certa dose di perdono se potrai ritrovarti davanti allo spirito di tuo padre. Perche' se vuoi che Sephir faccia da tramite con Shemezai,lanciando rabbia e furore contro di lui, non farai altro che alimentare la sua rabbia e sofferenza che probabilmente continua ad avere tutt'ora.Gli spiriti dannati e non perdonati non trovano la pace e non riusciranno mai a provare compassione e amore senza sapere che cosa significhi riceverlo..."
Syride alza gli occhi verso l'alto.
"La scelta...e' tua Ratash.Se sai come comunicare con lui....vai."
Le parole di Syride toccano Ratash che abbassa lo sguardo nonostante la sua espressione accigliata e collerosa.Il nephilim sa che l'odio non ha mai portato frutti positivi. Ma il suo odio per il padre per quanto fatto, al momento e' maledettamente forte, e il ninja non e' sicuro di riuscire a controllarlo.
" So come comunicare con lui e andare da lui. Posso viaggiare nello spazio e nel tempo con facilita'. Ma in una dimensione di dannazione non ci sono mai stato. "
Ratash alza gli occhi verso Syride.
"Se pensi di riuscire a sostenere un viaggio multidimensionale mi piacerebbe che tu venissi con me. Forse puoi controllarmi nel caso dovessi essere assalito dalla ferocia"
Syride resta davanti a Ratash che ora le sta chiedendo una specie di aiuto nell'accompagnarlo in un viaggio spazio temporale dallo spirito dannato del padre.
" Non preoccuparti di me. Posso sostenere viaggi interspaziali da dimensione in dimensione.Ho tante incarnazioni alle mie spalle. Un tempo ero una stella e osservavo la vita delle varie dimensioni e mondi da livelli diversi. Non soffriro' durante lo spazio multidimensionale.Ma saro' soggetta alle leggi fisiche del mio corpo terreno con cui mi vedi ora...."
Syride gli fa capire che nonostante qualche probabile scompenso fisico, il suo essere avrebbe retto il tipo di viaggio.
"Portami con te. Sono pronta"
Gli dice poi con sguardo calmo e al tempo stesso sicuro.
Ratash ascolta ora affascinato Syride soprattutto quando gli dice che un tempo era una stella, e che come tale aveva avuto il potere di guardare vari mondi dall'alto.
"Non so cosa si provi ad essere una stella ma...magari con te avro' la possibilita' di scoprire qualcosa a riguardo.Ma ora...e' tempo di fare visita a qualcuno..."
Ratash si avvicina a Syride andando alle sue spalle e la circonda con le sue braccia avvolgenti in una presa forte.
"Resta agganciata a me e non lasciare mai la presa.Ora devo attuare un rituale antico mentale."
Ratash chiude gli occhi per mettersi in connessione con lo spirito del padre e posizionandosi nel punto esatto in cui e' stato ucciso e il suo corpo bruciato.
"TEMPO!"
Afferma poi dando l'ordine con la solita parola con la quale viene spostato e catapultato in spazi, dimensioni e tempi.
I due spariscono dall'India in un vorticoso mulinello di intensa energia sempre piu' violenta per portarli nella dimensione sconfinata di Sephir. Ne' Kir ne' Shayla avrebbero mai potuto immaginare in quale tipo di missione a rischio di un non ritorno, Syride si e' andata a catapultare sparendo per ore illusoriamente interminabili.