SENSI DI COLPA VERSO UN ISLANDESE DI GHIACCIO
LONDRA, casa di Lara
Una settimana dopo.....
Lara va incontro a Shaman che e' passata a trovarla dopo una settimana dalla loro ultima chiacchierata.
"Lara! Come stai?"
Le chiede con un affettuoso sorriso mentre la raggiunge.
"Parlare con te mi ha fatto vedere molte cose diversamente."
Lara e' seria ma non sembra riflettere piu' quella sorta di sofferenza repressa che la sciamana le aveva visto addosso fino alla settimana prima.
"E che effetto ti ha fatto, vedere Kurtis andare via da qui?"
"Ha preso la decisione migliore per tutti.Le cose sono cambiate fra noi. Io sono cambiata."
Shaman annuisce vedendo i progressi che Lara ha fatto per lasciarsi alle spalle un passato tormentato e complesso. L'archeologa si dirige verso la cucina invitando la sciamana a seguirla per poterle preparare una tisana, bevanda che Shaman apprezza in modo particolare e sedendosi poi al tavolo davanti a lei sorseggiandone a sua volta una tazza.
"L'Islanda mi ha cambiata."
Rivela poi Lara avvolgendo le mani intorno alla tazza sul tavolo e guardando la stessa destando l'interesse della sciamana.
" In che cosa?O forse dovrei chiederti : era stato Aaron Walker a farti cambiare qualcosa?"
Lara mantiene lo sguardo basso.
"Aaron..."
Sussurra il suo nome con sguardo che piomba in una strana amarezza. Trasforma poi l'espressione in un amaro sorriso di ironismo.
" E' buffo. L'uomo che piu' in questi ultimi due mesi a modo suo mi aveva supportata, rispettata e aiutata con grande complicita'....e' scomparso ancora. E l'uomo che in pochissime ore e' stato capace di procurarmi le piu' fastidiose prove e trattamenti di irrispettosita' ... mi ha salvata. "
"I carnefici sono i nostri piu' grandi maestri. Spingono alla liberazione e a uscire da situazioni scomode, dolorose e imprigionanti"
Lara annuisce debolmente continuando a guardare la tazza.
"Era successo qualcosa fra voi?"
La domanda diretta di Shaman fa irrigidire Lara che stringe le mani maggiormente intorno alla tazza.
"A parte attaccarci in continuazione e scoprire lati di noi che non immaginavamo di vedere parlando?"
"Quindi c'era stato un avvicinamento diverso. Di conoscenza per lo meno. Hai detto che l'Islanda ti ha cambiata. E' stata l'Islanda o...lui?"
Lara alza il viso verso la sciamana che le fa una domanda semplice, ma al tempo stesso difficile a cui rispondere.
"Non lo so. Non ho una risposta. O non ancora. So solo che l'Aaron, che tutti vedono, e che io stessa avevo visto inizialmente,cela un Aaron gravemente ferito dentro che l'ha portato a fare scelte di vita e comportamenti che non rispecchiano cio' che lui potrebbe aver voluto sognare di fare per qualcosa di..positivo.E io...non riesco ancora ad accettare che lui sia....morto per aver portato in salvo me in quella gelida terra e che ha portato poi anche alla fine di quel terrorismo di Astrid Derevko.Non riesco ad accettarlo. E...quasi mi sento in colpa per essere stata la causa della sua....morte..."
"Lara ! Tu non sei responsabile della sua morte! "
Shaman si protende verso Lara stringendo una mano sul braccio dell'archeologa.
"Si invece. L'ho visto io precipitare in quel vuoto completamente ferito e con almeno una pallottola in corpo. Se non mi avesse aiutata a fuggire da quella struttura disattivando il gas tossico... se non mi avesse fatta spacciare per morta....se non mi avesse portata in Islanda attirando l'attenzione di quei pazzi terroristi.....io non sarei qui. VIVA."
Lara alza gli occhi verso Shaman e lo sguardo dell'archeologa e' ora lucido.
"Tutto quello che aveva fatto di terribile diventa insignificante per quello che mi ha permesso poi di continuare ad avere. La mia vita"
Shaman viene colpita dalle parole che Lara usa niente di meno che per uno come Walker.
"E tu dici che non sono responsabile io? Oh si che lo sono....si che lo sono...."
Lara si alza lasciando la tazza fumante e visibilmente provata.
"Scusami...."
Lara si allontana uscendo dalla cucina.
"Lara !!"
La sciamana cerca di aiutare l'archeologa a elaborare il senso di colpa che la sta attenagliando a causa della scomparsa di Aaron, ma inutilmente perche' anche nei giorni seguenti l'archeologa piomba in un nuovo anomalo silenzio e con nuove consapevolezze interiori.
L'archeologa non sa se David sarebbe piu' tornato, ma una cosa l'ha capita : che non si sarebbe piu' lasciata coinvolgere in vecchie dinamiche affettive dolorose che le avrebbero potuto far vivere avanti altalenanti situazioni sospese interiori. E lo scopo di vita dell'archeologa non e' sicuramente quello di vivere in sospensione dinamiche interiori affettive, ma di fare qualcosa di concreto per il mondo restando ben salda e a sangue freddo per affrontare ogni pericolo e sfida, e al tempo stesso smettendo di imprigionare il suo cuore come aveva fatto fin'ora.Deve la grande lezione proprio a David che le aveva dato una preziosa chiave per tornare a far vivere anche le sue emozioni piu' "vulnerabili" di donna ,e non solo come guerriera.
Nei giorni seguenti nell'archeologa maturano sempre maggiormente nuove consapevolezze che l'avrebbero portata sempre di piu' a fare qualcosa di "folle", che mai avrebbe pensato di fare per liberarsi da quel senso di colpa che l'ha accompagnata per settimane: partire per l'Islanda.