SCOPERTA DI DOTI MENTALI A MADRID

HOTEL EMPERADOR

Stanza di Melissa e Kheyd

Melissa e Kheyd sono atterrati a Madrid per poi riuscire a scoprire grazie ai poteri di Senza Nome, la struttura in cui l'ex fidanzato di Melissa ha prenotato una stanza con la sua nuova compagna e il bambino adottato. Melissa non si capacita di come l'extraterrestre sia riuscito a collegarsi con la mente al terminale del computer dell'hotel di Madrid scoprendo quindi dove la famiglia avrebbe trascorso alcuni giorni.

"Allora? Che caspita di dote hai?"

Gli chiede poi lei una volta che si sono sistemati nella camera dell'hotel Emperador di Madrid che hanno raggiunto prendendo un taxi e riuscendo ad arrivare alla struttura perfino prima della famiglia di Donald.

"Dote?"

"Aspetta non andare a cercare nel tuo database elettronico mentale, che cosa significa dote! Te lo spiego io a cosa mi riferisco! La dote e' una capacita' specifica di un qualcosa che sei capace di fare molto bene. Nel tuo caso, direi poteri cerebrali assurdi! Cosa significa quando dici che accedi ai dispositivi elettronici?"

" Vedo tutto quello che esiste negli strumenti elettronici. Programmi di computer, installazioni, codici, impulsi elettromagnetici...cose cosi'."

" E....e poi? Come fai a modificarli ?"

" Emetto impulsi cerebrali e li invio per modificare codici e tutto quello che origina qualcosa nel dispositivo."

"Come puo' essere?Come fai a emettere impulsi?"

"Ma tutti lo fanno. Anche tu ora..."

Kheyd le indica con un dito la testa sopra di lei.

" Emetti in continuazione impulsi. Onde.Onde alpha, beta, theta...ce ne sono tante..."

Melissa allarga gli occhi.

"Io...non ...non e' possibile....te sei proprio fuori. Non solo di testa, ma proprio di un altro mondo"

Kheyd annuisce.

"Gia'..."

Mormora poi malinconicamente sedendosi sul lett con viso triste.

"Non sono cose normali quelle che fai! Sono veramente aliene! Nel tuo vocabolario non hai trovato il significato di alieno?"

"Alieno : qualunque cosa o soggetto estraneo all'ambiente di riferimento."

"Ecco appunto. Con te vicino non e' necessario piu' nemmeno allora fare ricerche col cellulare o in internet. Sei un database vivente. Ti devo per forza considerare una specie di alieno, qui nessuno sa fare le cose che sei capace di fare tu! Per non parlare di quel nome che hai sparato prima....ti pare normale? "

"Kheyd Khouj Nothesh Keyeph Un'Negguth"

"Ma come fai ! "

"E' facile. Ma se ti e' difficile chiamami Kheid. "

"E' gia' piu' pronunciabile. Senti mi sono stancata di stare qui, devo verificare se Donald e' arrivato. "

"E' arrivato "

"Come lo sai ?"

"Il suo arrivo e' stato registrato e inserito nel computer dell'hotel. "

"Ma allora e' proprio vero che sei connesso a tutto quello che e' elettronico. Quindi sai anche la stanza!"

Kheyd annuisce.

"Lo sai? Inizi a starmi simpatico e geniale anche se un fuori di testa. Sai che ti dico?Che e' tempo di uscire fuori da questa stanza! Avanti vieni con me e andiamo a conoscere i servizi dell'hotel per cercare anche di capire dov'e' Donald e che cosa e' venuto a fare qui "

Diverso tempo dopo....

Melissa sbuffa mentre e' stesa sul letto. L'aver seguito il suo ex fidanzato e la sua nuova famiglia fino a Madrid con l'aiuto dei poteri mentali di un extraterrestre, non sembra aver portato ancora a nulla di costruttivo per lei, e la giovane dai corti capelli ramati, si e' ormai resa conto che non sarebbe riuscita a riconquistare il suo ex.

" Ehi Kheyd, sei sveglio? Forse sara' meglio ripartire.Tanto qui ho meno possibilita' di far rinsavire Donald con quella sempre attaccata a lui. Magari potremmo tornare in Malesia, che dici?"

Kheyd si volta verso di lei.

"Con l'astronave di prima?"

"Quella non era un'astronave, come te lo devo dire? Si chiama A-E-RE-O! Te lo devo ripetere? Le astronavi rotanti ce le hai tu nella testa al posto dei neuroni! Ma che parlo a fare io con te!"

Sbuffa scendendo giu' dal letto per prepararsi a tornare in Malesia senza nemmeno preoccuparsi di informarsi se Donald sarebbe ripartito in mattinata o quella stessa giornata. Ma per Melissa non avrebbe fatto differenza perche' ha ormai capito che in Spagna non avrebbe combinato nulla di nulla. La giovane sistema il bagaglio decidendo pero' di trascorrere almeno la nottata in hotel per prendere il primo volo della mattina seguente, e si corica nel letto per cercare di riposare. E' pero' verso tarda serata che la giovane si sveglia di soprassalto sentendo degli allarmanti e strani rumori che provengono dall'esterno.

"Ma accidenti succede?E dov'e' andato quell'altro?"

Melissa vede che Kheyd non e' presente nella stanza l'albergo e apre la porta affacciandosi nel corridoio vedendo un via vai di gente che corre da una parte all'altra per qualcosa che deve averli messi in stato di all'erta. Una lampadina lampeggia ad intermittenza nel corridoio, e un monitor di sorveglianza si oscura.

<< ma che succede qui? E' tutto andato in tilt? Kheyd deve aver combinato qualcosa ! >>

E' il pensiero della sbandata che ricorda perfettamente il caos accaduto all'aeroporto con i tabelloni e anche del potere spaziale che Kheyd sembra possedere con la sua mente cervellotica.

"Kheyd!! Dove sei ! "

Grida cercandolo in lungo e in largo, e dopo vari giri lo trova niente di meno che sulla terrazza dell'edificio mentre sembra fissare le stelle.

"Kheyd!!! Si puo' sapere che fai li' e che hai combinato? Di sotto e' un putiferio! Sono saltate lampadine e monitor!"

Lo raggiunge vedendolo come incantato verso il cielo stellato.

"Ehi, mi hai sentito?? "

"Si."

"SI? E solo questo sai dire?? Sono tutti che se la stanno facendo sotto e tu sei qui a guardare le stelle??"

"Sono vicini."

"Eh? Chi? Di chi stai parlando??"

"La mia gente"

Melissa sgrana gli occhi.

"La tua cosa?? Gente? Mi stai dicendo che esistono altre persone schizzate come te? "

"Forse stanno venendo a prendermi."

Melissa si porta una mano fra i capelli esasperata.

"Senti...so che stai nuovamente delirando con quella tua testa cervellotica, ma che ne diresti se iniziassi a sistemare le cose elettroniche che hai sicuramente contribuito a far accadere tu forse nemmeno rendendotene conto?"

"No, io devo occuparmi di loro. Riesco a sentirli. Sono sempre piu' vicini."

Melissa sbatte la fronte della testa sulla ringhiera della terrazza con gesto di disperazione nel ritrovarsi con un ragazzo che sembra veramente un alieno per come si comporta e parla.

"Che devo fare io con te ora.Senti...andiamocene.Torniamocene in Malesia dove ti ho incontrato e poi decideremo cosa fare,ok?Scendiamo di sotto, paghiamo e andiamocene all'aeroporto prendendo il primo volo per la Malesia senza aspettare domani."

Kheyd sembra elaborare qualcosa con la testa iniziando poi a elencare a Melissa una serie di orari e di numeri di voli recuperati dal database dell'aeroporto di Madrid.

"Fai paura."

Commenta, ma la paura di Melissa si amplifica quando inizia a sentire un rumore particolare dal cielo e una grossa massa scura e luminosa uscire dalle nuvole fermandosi in sospeso nel cielo sotto gli occhi alienati ora di lei.

" Che...che.....che cosa....."

Esclama sbarrando gli occhi e mezza sconvolta mentre i suoi occhi sono puntati verso il cielo.

Valentina - Racconti fantasy
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