SCELTA DI LIBERAZIONE

Dimensione limbica

Sephir fissa con occhi fiammeggianti Syride che afferma sempre piu' ,cose che sembrano avere il potere di far collassare tutto il suo sistema di credenza millenario . Rinnegare l'oscurita' per lui, sarebbe stato come tradire il capostipite nephilim e l'intera razza nephilim . Aveva accusato il figlio Ratash di essere un traditore, Sephir non avrebbe potuto diventarlo anche lui. Nella sua mente esiste questo pensiero, e avrebbe fatto di tutto per difenderlo e per portare avanti i principi con cui era stato cresciuto. Syride ha ragione.E' a causa delle credenze insegnate nella sua famiglia e nella sua razza che aveva portato avanti determinate credenze e azioni mosso anche dall'odio e dalla rabbia e dalla manipolazione subita .

"TACI !!! "

Tuona con la voce e guardandola sempre piu' con fiammeggiante sguardo adirato.

" Il tuo orgoglio non vuole farti essere aiutato da nessuno ?Vai oltre l'ego e liberati !"

" La liberta' ? La liberta' e' in queste catene ! "

Le tuona contro cercando di sollevare le braccia per muovere le catene riuscendo a malapena a sollevarle di qualche centimetro. L'impossibilita' a muoversi e le parole cosi' sicure della dea pero' gli iniziano a inculcare uno strano desiderio: quello di riuscire veramente a liberarsi.

L'espressione di Sephir si ammorbidisce poi di colpo, ma per il desiderio di liberarsi per motivazioni diverse da quelle menzionate da Syride.Seguono attimi di silenzio e la sua energia rabbiosa si attenua . Abbassa le braccia lasciandosi andare quasi a peso morto mantenendo lo sguardo verso di lei.

" Se hai questo potere di liberarmi.Mostramelo. E liberami "

Le dice quindi con sguardo apparentemente docile ma sempre penetrante e inaffidabile. Syride probabilmente l'avrebbe percepito. Syride percepisce la rabbia di Sephir e la sua radicata credenza su quello creduto da sempre sulla sua stirpe, ma la dea non si sente di giudicare perche' sa che Sephir non e' consapevole ne' ricorda la vera origine di tutto essendo passati millenni e al tempo stesso, l'archivio della memoria del nephilim sembra essere chiuso per ricordi o consapevolezze ancora lontane. Ma percepisce che una parte di Sephir vorrebbe realmente essere libero. La dea intercetta che Sephir sta cercando di manipolare la potenziale capacita' di lei di liberarlo per poter liberare il suo spirito da quella condizione per poter magari andare a seminare altri guai altrove. Syride sa che un'affermazione di liberta' non puo' funzionare se non sia pensata e desiderata nel profondo con sincerita' e fermezza, ma parzialmente potrebbe funzionare perche' Sephir non ha mentito. Vuole essere liberato, ma non per fare il "bravo". E Syride lo mette in conto, oltre a sentire l'energia di Sephir che anche se si attutisce, e' particolarmente riconoscibile e intensa.

" Era proprio quello che speravo di sentirti dire"

Syride non gli fa capire che ha gia' intuito il suo intento reale, ma gli fa credere che lei ci abbia creduto.

"Ti aiutero'. Ma non ora...."

Syride fa un passo indietro e poi si allontana dalla zona facendo ritorno al luogo di prima da dove e' venuta constatando che lo spirito con cui aveva parlato in precedenza , non e' piu' presente.Syride sorride. Sa che lo spirito e' riuscito a perdonare il suo malfattore liberandosi dall'odio e liberando automaticamente il suo spirito. La dea lascia la dimensione infernale per fare ritorno sulla terra riapparendo in una zona precisa di Dharan, all'ingresso del Santuario del Sole, l'edificio in cui il gruppo aveva recuperato l'anello di Arioch e in seguito rimesso nel tempio alla fine della battaglia. 

Nepal, Saantuario del Sole

Tutto e' silenzioso e Syride raggiunge facilmente la stanza con la lava oltre la quale e' stato rimesso l'anello in un punto diverso sotto il dispositivo luminoso. Dopo le distruzioni accadute li' dentro, nel santuario in quegli anni e' stato modiicato tutto, eccetto una cosa: la modalita' di recuperare l'anello dal dispositivo col triangolo luminoso.A Syride non interessa in realta' l'anello, ma solo riuscire ad arrivare ad Arioch. Non conoscendo pero' la locazione della dimensione del riposo del sacerdote e del suo spirito, ha solo un modo per scoprirlo. Fare in modo di far arrivare il suo guardiano : AlphaPhoenix. E solo un modo esiste per farlo arrivare: rubare l'anello dal piedistallo. La dea non ci pensa su due volte, e con le mani prende l'anello per poi dirigersi verso l'uscita della stanza, ma un grido di rapace si catapulta apparendo come dal nulla e dirigendosi verso di lei con occhi fiammeggianti. Syride allunga un braccio lasciando l'anello sul palmo della mano rivolto verso la fenice che con le sue enormi ali arriva a pochi centimetri da lei fermandosi a mezz'aria muovendo le ali , quindi col becco va a recuperare all'istante l'anello trattenendolo nel becco e fissando con occhi intensi Syride.

"Mi dispiace aver disturbato il tuo riposo, Guardiano. Ma era l'unico modo per conferire con te e conoscere la dimensione del tuo sacerdote.Non avrei mai portato via quell'anello e senza una valida motivazione. "

Gli occhi fiammeggianti della fenice si attenuano continuando pero' a fissare Syride. Il volatile poi plana a terra chiudendo le ali tenendo l'anello sempre nel becco.

"Chiedo il tuo aiuto per poter attuare un'azione di trasformazione di una forza oscura e liberare lo stesso Arioch. Portami da lui.Portami al suo sonno. "

La fenice sbatte le ali guardando con occhi ostili Syride, ma il guardiano sa a cosa la dea allude. Il guardiano sa perfettamente che la forza oscura di cui parla Syride, e' collegata all'arma usata da Arioch nelle sue battaglie contro i nephilim.

"Onoro il tuo grande compito di guardiano e chiedo il tuo aiuto. "

Syride unisce le mani palmo contro palmo in segno di rispetto verso il guardiano con un atteggiamento quindi di pacifica collaborazione e dialogo.

Valentina - Racconti fantasy
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