RITORNO ALLA VITA IN ISLANDA
Quando tutto diventa "nero" in uno stadio in cui nulla viene percepito se non vuoto e leggerezza perfino fisica come se nemmeno esistesse o si sentisse il peso corporeo,quando anche il minimo suono diventa come ovattato o distorto come se provenisse da chissa' quale lontanissimo pianeta...Questo e' quanto e' accaduto a Lara dopo essere stata stesa dallo strumento scientifico realizzato e usato da Aaron Walker nel giardino della mansione.L'archeologa si trova con la coscienza in uno spazio temporale indefinito avvertendosi come impotente e in uno stadio fuori controllo.Si percepisce come essere pensante, ma non riesce piu' a sentirsi fisicamente.Tutto assume una nuova visione, e Lara si sente come in una differente realta' nonostante il suo corpo si trovi a poca distanza da quello di altre persone come quella di Aaron dopo molte ore.Poi improvvisamente tutto inizia a farsi piu' pesante e meno leggero,e anche dei suoni e rumori iniziano a sentirsi come echeggianti.
" Ce ne hai di messo di tempo a tornare.... Sei in ritardo "
Nuovamente del vuoto, Lara sente quelle parole pronunciate da un timbro di voce maschile.
"Cerca di sbrigarti. Non ho tempo da perdere"
Ancora quella voce maschile cosi' lontana ma al tempo stesso cosi' vicina.Passa ancora dell'altro tempo accrescendo il senso di disorientamento fino a quando Lara inizia a percepire il suo corpo e un senso di stordimento. Riapre gli occhi come se si fosse aperta bruscamente e di colpo una finestra lasciando entrare pero' una corrente intensa., poi li richiude lentamente sentendo altri rumori intorno a lei.
"Era ora"
Nuovamente la voce di prima viene udita dall'archeologa che riesce a malapena a riapre gli occhi e a ruotarli intorno per cercare di capire il luogo in cui si possa trovare, senza pero' scorgere nessuno. Poi vede apparire davanti a lei una figura maschile che si china davanti scrutandola.
"Scommetto che volevi farmi pensare di non essere stato all'altezza. Ma come vedi...puoi nuovamente vedere il sole. O per lo meno cio' che resta ancora del sole"
Lara inizia a respirare affannosamente continuando a fissare quel volto.
"Chi...cosa.....chi....chi sei...."
"Si certo, molto divertente. Ma con me non attacca, signorina vince tutto"
Lara socchiude gli occhi e li riapre.
"Chi...sei...."
Mormora nuovamente sotto gli occhi di Aaron che per un attimo si adombrano.
"Qualche vuoto di memoria? Mmm....ok, ci puo' stare. Il tuo sangue ha dovuto fare un percorso un po' diverso per parecchie ore. Saro' comprensivo, ma non ti aspettare troppa comprensione da me. Per colpa tua ho rischiato e sto rischiando parecchio"
Lara fa l'atto di iniziare a muoversi cercando poi lentamente di sollevarsi sotto gli occhi indagatori di Aaron che accovacciato sportivamente resta a guardare la donna dare i primi segni di ripresa e azione.
"Ho.....sete. Mi....manca... l'aria..."
"Non e' ora di cena. Anche se mi rendo conto che sei da un bel po' a secco di cibo e acqua. Dovrai avere pazienza ancora un po' perche'...."
Aaron si interrompe nel vedere Lara socchiudere gli occhi come se stesse svenendo e ricadendo all'indietro sul suolo.L'uomo fa appena in tempo a impedire che la testa le sbatta al suolo tenendola sollevata per la spalla e adagiandola meglio a terra per attutire la caduta all'indietro. Ma tutto tace e Lara riperde coscienza.
"Che ti prende ora?"
Burbero la osserva qualche attimo per poi sollevarle con le dita la palpebra di un occhio per poi andarle a cercare il battito cardiaco e vedendole il respiro sempre piu' debole.L'uomo non ci mette pero' molto a capire che il corpo dell'archeologa per quanto temprato possa essere, dopo tutti gli esperimenti subiti e quello traumatico attuato da Aaron stesso, non abbia piu' la forza di reggere ad un tale stress.
"Non mollare. Non ora! "
Aaron si china per scuoterla un po' col viso vedendola pero' priva di conoscenza e nuovamente a peso morto senza ricevere piu' reazione. Rapido, l'uomo si posiziona diversamente per iniziare a praticarle una tempestiva rianimazione portando le mani e le braccia perpendicolarmente al corpo di lei e attuarle il massaggio cardiaco avvicinandosi poi al suo viso per alternare il massaggio cardiaco con la respirazione artificiale. Ma a poca distanza dalle sue labbra, l'uomo si blocca come turbato e contrariato a dover arrivare al punto di toccare piu' intimamente le labbra di quella donna anche se per tutt'altre motivazioni che di piacere.Qualcosa in lui lo sta bloccando, forse per orgoglio e una promessa che aveva fatto a se stesso riguardo le donne.Combattuto, Aaron pero' sa che se non avesse infranto quella specie di promessa, avrebbe provocato la certa morte dell'archeologa,e dopo tutte le peripezie affrontate per aiutarla. Aaron resta immobile come se ce l'avesse con se stesso, paralizzandosi forse per la prima volta.La vita di Lara e' ora veramente nelle sue mani e per una scelta interiore che lo sta mettendo a dura prova. Le mani di Aaron si chiudono a riccio.Poi pero' qualunque cosa lo stia tormentando, vince su quel tormento e si china sull'archeologa per chiuderle le narici con una mano mentre va poi ad avvicinare le labbra a quelle di lei e farle la respirazione artificiale.Alterna un altro massaggio cardiaco e respirazione artificiale.
"Avanti!! Non mi avrai fatto fare tutto questo per niente! Reagisci maledizione !! "
La rimprovera burbero e arrabbiato continuando la rianimazione fino a quando risente piu' forte il battito e il respiro regolarizzarsi. Aaron si siede piu' rilassato al suolo passandosi una mano fra i capelli sentendo il sudore sulla fronte nonostante la temperatura sia fredda e all'esterno per la presenza dei ghiacci.Qualche attimo dopo e sollevandole le gambe in una posizione particolare, la vede riprendere i sensi.
"Non farlo mai piu'. O la prossima volta ti prendo a sberle"
Le dice sollevato ma arrabbiatissimo per qualche ragione che nemmeno una Lara lucida avrebbe potuto comprendere.
"Ho bisogno... di.... acqua"
Lara gli fa nuovamente richiesta dell'elemento piu' importante per un corpo umano e che lui in precedenza le aveva negato portandola poi alla perdita dei sensi.Aaron la guarda meno duramente rispetto alla precedente volta.
"Acqua, eh? E va bene. Acqua sia"
Si solleva per andare a recuperare una bottiglietta da un vano dell'elicottero per poi tornare da Lara..
"Non dirmi che non ce la fai nemmeno a sollevare un po' la testa per bere..."
Lara cerca di tirarsi su debolmente non riuscendo pero' a restare in forza sulle braccia al suolo. Aaron si vede "costretto" nuovamente ad aiutarla sostenendole con una mano le spalle e aiutandola a bere con l'altra mano.
"Non prenderlo per vizio"
Continua a dirle burbero mentre Lara beve con grande sete.
"Piano!! Devi reintegrare i liquidi lentamente "
La rimprovera sapendo e conoscendo molto bene le reazioni del corpo umano e soprattutto dopo gli intrugli a cui e' stata sottoposta. L'aiuta quindi a bere per diverso tempo gradualmente "perdendo" diverso tempo.
"Ora dobbiamo muoverci, siamo in ritardo"
"Grazie...."
Il commento di Lara fa voltare Aaron che sgrana gli occhi come se fosse la prima volta che qualcuno gli avesse detto un grazie, e non solo una donna, ma perfino colei che ha quasi rischiato di uccidere.
"Cos'hai detto?"
"Ti ho detto grazie.Non credo che avrei retto ancora...senza acqua..."
Mormora debolmente lasciando ancora piu' sconcertato Aaron che si zittisce diversi istanti.
"Non sai quello che dici. O forse non hai ancora recuperato la memoria"
Lara si guarda intorno cercando una superficie dietro di lei per appoggiarsi portando poi Aaron a sollevarla tra le braccia per metterla a sedere accanto al suo posto di guida e agganciandola con la cintura di sicurezza.
" Mi importa solo essere viva ora "
Gli dice debolmente e con un tono insolito per lei. Aaron le da' un'altra occhiata per poi rimettersi a sedere al posto di guida rimettendosi in volo con l'elicottero per raggiungere una nuova area nella fredda terra dell'Islanda e vigilando costantemente Lara per rassicurarsi che sia sempre cosciente e sveglia.