MISSIONI DA RICORDARE

DHARAN

Il "nuovo" Sephir , vede Syride finalmente riuscire a riconoscerlo e a riconoscersi , ma quando la dea va a esaminare l'oggetto magico che prima lui stesso aveva usato, la vede finire all'indietro cadendo al suolo.

"Syride ! "

Sephir raggiunge Syride chinandosi al suolo come per aiutare a sollevarla restando chinato per verificare come stia la dea con l'impatto di quell'oggetto potente e di energia nephilim.

"La tua energia....e'....pericolosa, oltre che essere potente"

Gli dice restando ancora semi distesa al suolo e sorretta da lui.

"Ma mi ha permesso di ricordare e conoscere molto..."

Syride si solleva meglio rimettendosi in piedi.

"Sento che devo andare verso una direzione."

Non gli da' nemmeno tempo di rispondere che si affretta per allontanarsi da lui dirigendosi verso l'interno della cittadina di Dharan uscendo dal boschetto e raggiungendo la piazza centrale con la fontana. Ed e' qui che Syride viene colta da visioni di memorie.Si avvicina al bordo della fontana alzando lo sguardo verso l'imponente statua di Arioch mentre i ricordi le tornano sempre piu' vividi.Era stato in quel luogo che aveva conosciuto Ratash, ed era stato anche li' che si era incontrata con Rashid, il figlioletto di Ratash.

"E' familiare....."

Afferma poi lui affiancandosi a lei dopo averla seguita.

"Ma allo stesso tempo sento ostilita' "

Sephir continua a guardare lo sguardo verso la statua per poi salire sul bordo della fontana e posare le mani sulle gambe della statua di Arioch. Si innesca una potente visualizzazione in cui il nephilim rivede tutto quello che del passato gli serve su Arioch per ricordare la missione attuale.

Stacca quindi le mani dalla statua.

"Ho un figlio qui. Devo cercarlo "

Le dice quindi iniziando a ricordare il motivo per cui e' tornato a reincarnarsi.

"Un figlio....hai un figlio...."

Mormora avvicinandosi e abbassa lo sguardo sulle mani di lui.

Gliele prende fra le sue stringendole come a instaurare un contatto.

"Mostrami tuo figlio. Parlami di lui. Sento che devo sapere tutto cio' che lo riguarda"

Sephir si sente sussultare quando Syride gli prende le mani fra le sue stringendogliele tanto quasi da respingere quel contatto facendo un passo indietro. Poi pero' capisce che anche lei deve poter ricordare quando anche lui ha gia' ricordato.

"Mio figlio porta il nome di Ratash."

Sephir solleva le mani di Syride per poi posizionare le mani della dea sulla sua fronte trattenendogliele li'. Syride avrebbe cosi' potuto accedere alle immagini della memoria di Sephir, di Ratash e ogni cosa che sarebbe servita a Syride di ricordare tutto.Syride posa le mani sulle tempie di Sephir che lui le pone in viso per poi venire investita da una potente energia nephilim che le permette pero' di visualizzare nella mente importanti immagini del passato di Sephir e di Ratash. Nel vedere il viso di Ratah, anche Syride viene poi bombardata da ricordi che le permettono di rammentare quanto vissuto anche lei con Ratash ,rivedendosi nella dimensione oscurata. Tutto torna nella mente di Syride compreso il male che Sephir aveva fatto in passato in altre incarnazioni. La dea si stacca bruscamente dopo aver visto abbastanza e col respiro affannato.Fa un passo indietro guardando Sephir ora con occhi diversi da prima.

"Ricordo chi sei...."

Le dice poi con tono serio e che sembra quasi deluso.

"Ricordo chi sono.E il compito che hai da fare tu."

Syride fa un altro passo indietro per allontanarsi da Sephir.

"Che cosa aspetti? Procedi. Vai da tuo figlio. E' quello il tuo compito no? Vai "

Grazie alle seguenti interazioni energetiche fra di loro, Sephir e Syride recuperano i ricordi per i quali si sono incarnati nuovamente in altri corpi sulla terra, ma l'aver ricordato tutto, provoca in Syride una reazione strana e anomala per essere una dea e del calibro manifestato nel precedente corpo.La dea sembra ora quasi delusa di lui e si allontana. Non e' compassionevole e desiderosa di aiutarlo e accompagnarlo da come reagisce come alleata. Qualcosa non quadra al nephilim ,che pero' decide di capire che cosa sia accaduto alla dea anche se non sa come. Forse l'unico modo sarebbe stato quello di studiare il suo prossimo comportamento.

"Ricordiamo ora entrambi cosa siamo venuti a fare qui. Sei qui per aiutarmi con mio figlio. E ora e' li' che dobbiamo andare. "

Sephir attiva un potere nephilim in grado di seguire l'ondata nephilim della locazione del figlio, ma prima di incamminarsi attende la reazione e risposta della dea. Subito dopo si sarebbe avviato verso l'abitazione di Ratash ed Enora.Syride scruta Sephir che l'invita a seguirlo per aiutarlo nel compito che insieme avevano deciso di attuare nella nuova incarnazione.

"Non posso di certo seguirti con questi abiti da contadinella. Dammi qualche secondo "

La dea sparisce nel fogliame vicino dalla vista di Sephir per poi apparire con qualcosa di piu' comodo e piu' consono alla missione apparendo con capelli castano ramati ondulati lunghi ,e chiarissimi occhi che riflettono quasi il colore degli occhi di Sephir ,come se anche il colore dei suoi occhi sia stato trasformato diversamente.

"Andiamo da tuo figlio"

Detto questo si incammina affiancandosi a lui per seguirlo per tutto il tragitto che li avrebbe portati all'abitazione di Ratash. Sephir si incammina lungo le cittadine di Dharan seguendo l'energia proveniente del figlio percependolo sempre piu' vicino e andando alla ricerca cosi' della sua abitazione sempre piu' vicina.

Diverso tempo dopo, Sephir si ferma in prossimita' di un'abitazione avvolta nel buio della notte e con un orto e giardino intorno ad essa. In lontananza sotto la luce di un fioco lampione e' visibile un pozzo con una corda spezzata che oscilla nel vento e che non ha piu' agganciato il secchio.

"E' qui."

Afferma quindi indirizzando il suo sguardo di ghiaccio verso l'esterno dell'abitazione. 

Valentina - Racconti fantasy
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