MIGLIORE LIBERTA' O MIGLIORE PRIGIONE?
Raja e' seduta sul letto rannicchiata come a volersi nascondere in un auto abbraccio. Il suo corpo e' rigido, talmente rigido quasi da non sembrare piu' nemmeno in quello suo. Nemmeno ricorda piu' quando ha potuto lasciarlo libero di esprimersi e senza timore o vergogna. La sua vita da mesi e' stata travagliata da numerose prove fuggendo da una prigionia all'altra, nell'illusione di potersene liberare. Ma la donna inizia a pensare che sia stato proprio questo lo sbaglio. Pensare di ottenere la liberta' fuggendo. La fuga l'ha portata solo in guai peggiori dei precedenti, o almeno quel tipo di fuga votata al nascondersi. Che sia stato quello l'errore? La fuga con lo scopo di continuare a nascondersi o reprimersi?
La "monaca" prende tra le mani un lembo della stoffa del suo indumento da notte stringendolo in una mano. L'unico indumento che le possa ricordare della sua femminilita' e almeno durante le nottate trascorse in quel monastero, a ricordarle di essere una donna e non una monaca repressa. Dopo alcuni minuti per riprendersi da quanto accaduto e rischiato con l'abate, Raja si alza per cercare di prendere una decisione piu' lucidamente. Si infila poi l'abituale tunica da monaca giornaliera infilandola sopra l'indumento intimo, e a piedi nudi inizia a percorrere l'area sotterranea per risalire verso quella delle camere delle altre monache nell'unico posto che le e' concesso andare durante la punizione: il bagno.
Percorre i corridoi sentendo pero' nell'aria uno strano odore come di bruciato senza pero' riuscire a capire da dove possa provenire. Entra poi nel bagno incrociandosi con una delle monache.
"Ruth..."
"Raja! Mio Dio Raja...ma che e' successo?? Che ti e' saltato per la testa??"
Le chiede sottovoce.
"Non dovresti parlarmi. E' stato proibito a tutte voi di avere contatti con me. E questo e' l'unico posto in cui posso venire senza essere castigata"
"Sono preoccupata per te. Dovresti chiedere scusa e riconquistarti la fiducia della badessa e dell'abate"
Raja guarda con amarezza Ruth scegliendo di non rispondere perche' sarebbe stato fiato perso, ed entra nel bagno.
"Raja! "
Ruth la vede sparire nell'atrio del bagno, ma non fa niente per raggiungerla. Si dirige invece poi verso la sua camera chiudendosi dentro. Raja ora si trova all'interno dell'atrio del bagno, l'unico luogo in cui alcune mattonelle vicino le docce, riescono a far intravedere a malapena la figura di qualcuno che si specchia.
Raja si mette in piedi davanti alla parete provando a guardarsi, per poi sfilarsi la tunica restando con l'abito intimo. Deve e vuole guardarsi per quello che le riesce nella sua femminilita'. Nella sua femminilita' che forse durante quella stessa nottata sarebbe stata sottoposta all'ennesima umiliazione e violazione. Riesce a guardarsi a malapena per poi riniziare a sentire un crollo emotivo.Si appoggia con i palmi delle mani alle mattonelle dando le spalle alla porta di ingresso del bagno. Appoggia la fronte sulla parete chiudendo gli occhi quasi tremando con le mani e le braccia. Che cosa avrebbe potuto fare? Due ore di tempo prima di rivedere la faccia di Leandro e scegliere se auto-condannarsi a lui, o auto-condannarsi a tornare alla vecchia precedente prigione.Quale delle due prigioni sarebbe stata "migliore"? Ora che ha conosciuto anche la prigione della castita' e di altre regole rigide diverse da quelle provenienti dal precedente ambiente, quale avrebbe dovuto scegliere per il resto della sua vita? Vita? Era quella dunque la vita? Una prigione di castita' o umiliazioni e violazioni e il non rispetto del suo essere femmineo? Raja scivola per terra in ginocchio graffiando le pareti, mentre amare lacrime tornano a solcarle il viso per accompagnarla in quella difficilissima decisione....