L'OMBRA DI UN FEMMINILE

"Dove sono i miei vestiti?"

La domanda di Lara rivolta ad Aaron.

"Dimenticali. Non saranno asciutti prima di domani."

"Mi stai dicendo che devo stare nel tuo letto nuda per meta' altra giornata?? Dimentica!"

Aaron la scruta negli occhi in maniera indefinibile.

"Metti quelli"

Le indica con lo sguardo degli abiti piegati sulla punta del letto che solo in quel momento Lara nota. L'archeologa da' un'occhiata a distanza dei vestiti consistenti in un paio di pantaloni e una maglietta che pero' e' di tipo femminile.

"Dovrebbero andarti. Indossali ora prima che cambi idea"

Lara allunga una mano stranita per poi spiegare la maglia e guardando Aaron con occhi interrogativi.

"Ma questi....sono abiti da donna...."

"Date le circostanze non ho trovato altra soluzione se non questa. Quindi indossali prima che cambi idea"

Lara guarda Aaron nello sguardo, leggendogli qualcosa che sembra portare il ricordo di un difficile passato.

Aaron si alza per lasciarle la privacy di vestirsi senza la sua presenza.

"Sbrigati"

La zittisce mentre si allontana dandole le spalle e sparendo in una zona diversa dell'abitazione anche se abbastanza visibile da lei. Lara decide pero' di indossare i particolari abiti femminili e che sembrano calzarle a pennello.Quando Lara raggiunge Aaron, l'uomo le sta dando le spalle e sta sorseggiando qualcosa di caldo da una tazza. Lui si gira come se avesse sentito i passi di lei ,e il suo sguardo trasale. Per un attimo a Lara sembra perfino che Aaron non stia bene nel vederla con addosso quei vestiti.

"Che cos'hai?"

Gli chiede quindi vedendo Aaron appoggiare di peso la tazza sul mobile.

"Non ho niente ok!?"

Scatta lui nuovamente adirato. Lara abbandona le braccia lungo il corpo ormai rassegnata da quelle reazioni. Lo sguardo di lui pero' sembra crocifiggersi mentre la guarda come se un turbamento profondo lo stesse rendendo vulnerabile e scosso.

"Aaron....ascolta..."

"No ascolta tu. Stammi bene a sentire"

Aaron da una tasca estrae una specie di telecomando con alcuni pulsanti.

"Lo vedi questo?"

"Che cos'e'?"

"Stammi a sentire.Qualsiasi cosa succeda...se Astrid dovesse trovarti qui in Islanda.....premi questo pulsante. E non togliere questo bracciale"

Aaron le prende il polso e le aggancia un particolare bracciale metallico nero.

"Cosa....cosa significa??Perche' mi stai dicendo queste cose? Parli come se dovessi andare via..."

Aaron resta in silenzio.

" Mi hai sentito? Hai capito quello che ti ho detto?"

"Si ho capito! Anche se non ho capito cosa fara' innescare. Ma suppongo che non mi darai una risposta"

"Esatto. Fa come ti dico e basta."

Aaron le da' le spalle per finire di bere dalla tazza e come per evitare di guardarla.

"A chi appartenevano questi abiti?"

Lara vede le spalle di Aaron irrigidirsi.

"Non vuoi proprio capire. In quale maledetta lingua ti devo parlare??"

Le grida poi girandosi verso di lei nuovamente rabbioso.

"Appartenevano a quella donna. Vero?"

Mormora capendo.Aaron sposta lo sguardo da Lara fissando un punto nel vuoto con tensione, dolore, rabbia in una gamma di emozioni contrastanti che sembrano divorare sempre maggiormente lui.

Aaron lancia un bruciante sguardo alla donna.

"Si puo' sapere che cosa te ne importa di chi fossero stati degli stupidi vestiti??"

"Perche' questi vestiti...ti fanno soffrire. Lo so te lo leggo negli occhi e nella tua rabbia."

"Ti sbagli. Non c'e' nessun dolore"

"Menti. Solo dolori e soprattutto dolori non elaborati portano rabbie. E la tua rabbia brucia.Brucia te, ma rischia anche di bruciare chi e' intorno a te"

"Bene. Ed e' proprio cosi' che deve essere !"

Aaron va verso la zona del letto andando a prendere una chiave che poi porge a Lara.

"Se non dovessi tornare entro tre ore, e nel caso dovessi ancora sentire elicotteri in zona, usa quella chiave sotto quel tappeto. Troverai una botola. Nasconditi li' fino a quando non tornero' io."

Lara guarda Aaron con stupore.

"Mi stai lasciando qui? E per andare dove??"

"Avevi ragione. Almeno una cosa l'hai detta giusta per farmi trovare una soluzione. Fino a quando non troveranno me, continueranno a cercarmi e a cercare anche il tuo corpo."

"Non vorrai andare tu da Astrid?? E come?! E per dirle cosa?? Ti fara' a pezzi! E non risolvera' un bel niente perche' prima o poi verra' a sapere che sono viva! Pensi che vorro' passare il resto della mia vita a nascondermi come una latitante da una terrorista per non finire uccisa da lei e la sua banda malata??Non ho nessuna intenzione di farlo! Smettila di fare l'eroe! Soprattutto ora, non servira' ne' comprendo quale tornaconto va a te in tutta questa storia !"

"TU NON CAPISCI! E farai come ti dico io. Non costringermi a sedarti ancora e a nasconderti prima del tempo in quella botola"

La minaccia.

"Tre ore"

Le ripete mentre lui inizia ad agganciarsi delle tasche particolari sui pantaloni.

Lara guarda l'uomo che si sta preparando per qualcosa che lei ancora non comprende a pieno. Gli si avvicina e gli prende un polso per fermarlo e costringerlo a guardarla negli occhi.

"Perche' fai questo? Perche' stai rischiando questo per coprire me?"

La domanda di Lara, sbatte in faccia ad Aaron qualcosa che nemmeno lui prima aveva pensato da quell'ottica.

"E proprio me che detesti cosi' tanto, anche se non ho ancora capito il vero perche' "

Aaron guarda Lara come se lei gli avesse sbattuto in faccia ancora qualcosa a cui ancora nemmeno lui aveva dato una risposta, o meglio non a pieno.

"Chiariamo una cosa. Non lo sto facendo per te! E se ce l'ho con te, e' perche' non mi ascolti! Non mi ascolti come...."

Aaron si interrompe, ma Lara intuisce.

"....come lei...?"

Aaron strattona Lara liberandosi dalla stretta del polso e continua a vestirsi meglio.

"Che cos'e' successo a quella donna?Era la tua compagna vero? La tua compagna di vita e...forse di missione. E' successo qualcosa di doloroso, ed e' per questo che ce l'avevi cosi' tanto con me e David dicendomi che non bisogna mai innamorarsi di compagni di missione o lavoro. Non parlarne non servira' a nulla. Ma parlarne forse ti aiutera' a liberarti da quel fuoco rabbioso che ti tormenta dentro"

Aaron scaraventa un oggetto nel lavandino dalla rabbia nel dover sottostare a quella conversazione e quei ricordi.

"Avanti! Tira fuori tutto! ORA!"

Aaron alza lo sguardo rabbiosamente verso Lara come se volesse sotterrarla viva per zittirla.Ma pochi attimi dopo, Aaron inizia finalmente a liberare cio' che aveva sempre cercato di evitare di ricordare.

Valentina - Racconti fantasy
Tutti i diritti riservati 2019
Creato con Webnode Cookies
Crea il tuo sito web gratis! Questo sito è stato creato con Webnode. Crea il tuo sito gratuito oggi stesso! Inizia