LIBERAZIONE DAL DOLORE NEL TIBET
Tempio dei monaci tibetani
Lara e' seduta nel cortile del tempio dei suoi amici monaci tibetani in uno scenario di quiete e silenzio accompagnato dai piacevoli suoni naturali che circondano il tempio sperduto vicino una cascata d'acqua, e che e' il luogo che Lara piu' volte ha raggiunto per restare da sola in un contesto messole a disposizione dai monaci diventati suoi amici durante alcuni precedenti viaggi.
"Puoi restare tutto il tempo che vuoi. Sei la benvenuta come sempre."
Il monaco unisce le mani palmo contro palmo facendo un inchino rispettoso per poi allontanarsi dall'archeologa che ha raggiunto quel luogo dopo aver lasciato l'Islanda cambiando direzione di viaggio al posto di tornare a Londra.
Dopo pochi giorni la sagoma di Shaman la coglie di sorpresa nel vedere la sciamana avanzare verso di lei.
"Shaman??"
Shaman le si avvicina.
"Sapevo che ti avrei trovata qui"
Lara abbassa il viso restando seduta su una panchina del cortile, e Shaman le si siede accanto.
"Che sta succedendo?"
"Se potessi rispondere...lo farei."
"Provaci."
L'archeologa resta in silenzio.
"Ho fatto come mi hai suggerito tu e affrontare le mie ferite e i sensi di colpa. Sono tornata fra i ghiacci islandesi"
Shaman si sorprende nel sentire che Lara ha voluto perfino tornare in Islanda.
"Se sei tornata anche in Islanda allora...hai attraversato le ferite e il senso di colpa. E se ora sei qui , sei nella fase di guarigione da quelle ferite"
"Il mio mondo interiore e' stato stravolto. Non so quanto ci vorra' per tornare alla mia solita abituale vena viaggiatrice e missionaria. Chissa', forse' e' giunto il momento di dedicarmi ad altro. E a smettere di girovagare per il globo alla ricerca di misteri da portare alla luce o di combattere contro ignobili malfattori."
"Cosa ti spinge a parlare cosi' ora? Che cosa ti ha stravolto?Cos'e' successo fra quei ghiacci?"
"Nulla che deva essere ricordato. Voglio solo dimenticare e....andare avanti"
La sciamana prende una mano dell'archeologa come per percepire qualcosa guardandogliela.
"Nulla va dimenticato Lara. O nessuna lezione puo' essere appresa facendone tesoro. Nulla.Anche l'evento piu' drammatico nasconde un dono e una crescita.Accogli il dono e lascia andare il dolore. Qualsiasi cosa tu abbia vissuto. Non ti chiedero' nulla. Ma se hai bisogno di parlarne, sai dove trovarmi"
Lara si alza avvicinandosi ad una balconata del tempio chiudendo serratamente gli occhi per poi accasciarsi al suolo con le mani sul pavimento di marmo. Shaman le si avvicina da dietro chinandosi, e l'avvolge con le sue braccia come in un rituale particolare sciamanico come se avesse capito quanto l'archeologa ha bisogno di esternare e gridare liberandosi da qualcosa.
"Lascialo uscire quel dolore. Lascialo uscire e gridalo fuori affinche' possa essere guarito. Ora Lara....ora..."
Gli occhi dell'archeologa diventano lucidi come se si stesse trattenendo.
"Non c'e' nulla di cui vergognarsi. Anche i piu' grandi guerrieri hanno bisogno di medicare le ferite che incassano dai combattimenti. E di ferite emozionali i guerrieri ne hanno piu' di quelle fisiche.Ma non se ne occupano mai. Permettimi di aiutarti a farlo per liberarti da tutto quello che ora stai trattenendo dolorosamente. Starai bene. Fidati. Anche se ora non puoi comprenderlo.Fidati delle mie parole. Lascia andare il vecchio e abbraccia il nuovo per essere...LIBERA."
L'archeologa alza gli occhi verso l'alto gridando, come se tutto il dolore racchiuso dentro di lei stesse uscendo ed echeggiando nella vallata abbracciata dal suono della cascata e dall'acqua purificatrice. La sciamana l'avrebbe aiutata portando l'archeologa a trascorrere altri giorni da sola con se stessa in una nuova energia e stato interiore per poterle permettere di riuscere a vedere quello che di prezioso le avevano in ogni caso portato sia David che Aaron.
Dopo qualche altro giorno l'archeologa fa ritorno a Londra e alla mansione per mettersi in ascolto di quello che la vita ora l'avrebbe chiamata ad affrontare e vivere.