IN MISSIONE VERSO DHARAN
NEPAL,DHARAN
Syride e' dietro i vetri della finestra della camera di Rashid , proprio nel luogo da da dove le e' arrivata l'immagine mentale di Ratash.Ratash avrebbe visto Syride oltre le pareti come se fossero state invisibili ma comunque presenti e non oltrepassabili. Una volta all'esterno, Ratash pero' non avrebbe visto la bambina, ma Syride nelle fattezze adulte. Il nephilim esce dall'abitazione avvicinandosi alla donna.
"Syride??"
Le chiede quindi stranito in un sussurro di totale stupore.
"Ratash.Si....sono Syride.Diventa sempre piu' difficile per me nascondere cio' che sono...."
Svela lei con voce pacata. Gli si avvicina a passo lento con movenze differenti da adulta rispetto alla bambina che gli era sempre apparsa.Ora Syride e' a piedi nudi con l'aspetto di una donna adulta indossando un lungo abito bianco argenteo simile ai riflessi della luna.
"Ti ho visualizzato improvvisamente e....sono stata trascinata qui.So che sei in difficolta' per qualcosa. E credo che tu mi abbia chiamata, e risposto allo stesso tempo alla mia chiamata. Che cos'e' che ti turba?"
Ratash non riesce a smettere di distogliere lo sguardo da Syride per quanta bellezza stia emanando, come se fosse qualcosa di sovrannaturale.
"Come....come puo' essere?Tu...sei...solo una bambina....e ora....Non puo' essere..."
Ratash si avvicina maggiormente a Syride avvicinando una mano come per constatare la realta' di cio' che vede e assicurandosi che non sia un effetto ottico.Ma quando la sua mano tocca una spalla di lei, sente una potente energia sotto la sua mano.Ritrae la mano e la guarda negli occhi.
" Ho capito fin dall'inizio che non eri una bambina comune.Ma non pensavo fino a questi livelli...."
Ratash si posiziona poi davanti a lei.
"La madre di mio figlio e' scomparsa in una dimensione diversa e la stabilita' emotiva di mio figlio e' minata dallo spirito del capostipite della razza da cui discendo ."
Inizia a spiegare Ratash sentendo di parlare liberamente in quei termini con quella donna.
"Il mio nome e' Ratash. E sono il re degli angeli neri. L'ultimo superstite puro della razza nephilim. "
Syride annuisce.
"Shemezai. Uno spirito vendicativo."
Risponde Syride rivelandogli perfino il nome dell'entita' che ha percepito come responsabile dell'energia disturbatrice.
" Conosco la storia della tua stirpe.I nephilim sono una razza antichissima..."
Syride sofferma lo sguardo su Ratash visibilmente cupo.
"Si, sono nel corpo di una bambina.Ma e' un corpo troppo piccolo per ospitare cio' che sono.E anche cosi' mi sento...stretta..."
Spiega Syride.
"Vengo da una stella. La mia casa e' su. E' per questo che mi vedi cosi' trasformata. Sono figlia delle Stelle e l'energia di una stella non e' facile da gestire in un corpo cosi' piccolo"
Syride mantiene sempre lo sguardo su Ratash.
"Come pensi di aiutare la tua compagna e tuo figlio?"
Ratash guarda Syride come se lei gli avesse appena raccontato qualcosa di surreale ma al tempo stesso affascinante.
"Una stella?Ecco perche'....nella piazza di Dhran mi avevi detto che tutti hanno una stella."
Ratash la scruta negli occhi come se volesse leggerle da quale stella di preciso provenga.
Ma la domanda di lei induce il re nephilim a ripensare al da farsi.
"Enora...e' schermata. Non posso accedere a nessuna informazione che la riguarda.Non so in quale dimensione si trovi ora, ma conosco anche le sue capacita' ariochensi.Non posso far altro che essere paziente e avere fiducia in lei. Quanto a mio figlio..."
Ratash distoglie lo sguardo abbassandolo sul terreno.
"Avevo ricevuto come aiuto un suggerimento per placare l'ira di Shemezai attraverso un dialogo con l'ultimo re nephilim che aveva portato avanti il regno di Shemezai secondo delle regole e cattiverie "originali. "
Rialza il viso verso Syride.
"Mio padre Sephir e' stato ucciso cinque anni fa, e il suo spirito probabilmente sta vagando in qualche dimensione di dannazione.E' stato ucciso per le armi e le energie del sacerdote Arioch e da tre colpi di cristalli di luce, armi dell'ordine dei lux veritatis.Aveva un grande potere nero. E serviva Shemezai con tutto se stesso. Io invece ho cercato di portare l'intera razza nephilim a qualcosa di diverso da quella creata da Shemezai e mio padre. E ora sono diventato per loro il traditore supremo e ultimo nephilim puro rimasto"
Syride ascolta Ratash silenziosamente.
"Quindi la tua idea e' riuscire a trovare il modo di raggiungere...tuo padre? In qualunque dimensione si trovi?"
Ratash sofferma lo sguardo su Syride qualche istante per poi volgere gli occhi in un punto indefinito laterale verso il basso.
" Posso viaggiare nel tempo, nello spazio e nelle dimensioni con un solo comando. Ma per raggiungere la dimensione in cui si trova ora lui devo tornare nel posto in cui e' stato ucciso cinque anni fa. In India.E li' ci posso arrivare in pochi istanti. "
Torna a guardarla.
" Voglio farlo. Ora. Se e' l'unica possibilita' per impedire a Shemezai in qualche modo di liberare la sua collera per proteggere la mia famiglia sono pronto anche a questo"
Syride proietta il suo sguardo su quello di Ratash.
"Sento che qualcosa ci lega. Portami con te. Non sarei arrivata qui se non avessi sentito un richiamo. Forse posso aiutarti per la serenita' di tuo figlio"
Gli dice poi Syride senza distogliere lo sguardo da Ratash.
"Portami dove le ceneri di tuo padre erano state depositate"
Ratash guarda Syride indeciso sulla richiesta di lei.
"Dammi qualche minuto"
Ratash si allontana per tornare poco tempo dopo con una donna che fa poi entrare in casa in modo che Rashid non resti solo durante la sua assenza,quindi torna da Syride.
" Ti portero' con me in India dove sono stato pugnalato da mio padre e dove lui poi e' morto incenerito."
Le dice poi convinto e con decisione.
"Conosco gli effetti che i miei viaggi spazio temporali hanno sugli umani, ma su di te potrebbero essere diversi"
Le tende una mano per invitarla ad avvicinarsi a lui, e con un gesto lento e non brusco la fa girare in modo che lei poggi le spalle sul suo torace. La "imprigiona" quindi con le proprie braccia in una presa forte e vincolante come per mantenerla salda.
"TEMPO!"
Pronuncia poi ,e i due svaniscono in un vortice buio che li fa turbinare in una "dimensione" priva di luce ritrovandosi catapultati in India nella zona in cui fino a cinque anni prima si trovava il tempio di Takrar, regno e dimora di suo padre Sephir. Ratash e' inginocchiato a terra con Syride che e' ancora agganciata alla sua presa che poi lui scioglie lentamente per farla girare verso di lui e verificare le sue condizioni.