IMPARARE A GESTIRE IL PROPRIO POTERE
Amanda lascia che la mano dell'incappucciato le avvolga il viso con la sua calda mano.
"Chi.....chi....sei....."
Gli sussurra con la voce quasi "strozzata" mentre gli occhi lasciano uscire sempre piu' lacrime "senza un senso".
"Lascia andare cio' che e' stato. Tutto era servito per farti arrivare qui.Ogni piu' piccola cosa. Ogni piu' piccolo passo.Ogni piu' piccolo pensiero....qui. Proprio dove hai sperimentato il dolore piu' grande...."
Lo sconosciuto sembra quasi conoscere quello che Amanda aveva vissuto con Vergil/Ridel dopo essere stata abbandonata dolorosamente ripetute volte.
"Io...voglio andare via da qui.... c'e' troppo dolore qui..."
L'uomo scuote il viso negativamente ma con morbidezza mentre continua a mantenerle il viso avvolto con una mano.
"E' proprio qui che e' necessario che tu stia ora. Anche se hai fatto un giro piu' lungo. "
"No! Non voglio!!"
Amanda sta per staccarsi dalla presa di lui, ma l'incappucciato le prende il viso tra le mani in una calda e morsa protettiva alzandole il viso verso di lui.
"E' necessario farlo. Non ti permettero' di fuggire ancora da te stessa."
"Io.....no....io...non capisco...non voglio...."
Sussurra mentre le gambe non riescono piu' a sorreggerla sentendo come se un fuoco la stesse bruciando da dentro mentre le mani di lui continuano ad esercitare qualcosa a contatto con il suo viso.
"Non fuggire..."
Le sussurra.
"Ti aiuto io a restare con te.Ti aiuto io.Permettimi di farlo...."
Il respiro di Amanda inizia a diventare sempre piu' irregolare sentendosi sempre piu' meno presente fino a crollare verso il suolo evitando di finire a terra solo grazie alla presa dell'uomo che fa in modo che lei cada tra le sue braccia mentre lei perde i sensi per lunghi minuti. Quando riprende conoscenza, avverte una strana sensazione e come se la vicinanza di quell'uomo le avesse fatto andare in corto circuito il corpo e nel riaprire gli occhi, l'antropologa rivede la sagoma dell'incappucciato seduto sul letto della camera di Amanda.
"Dove sono?"
Si solleva col busto per guardarsi meglio intorno.
"Ti ho portata nella tua abitazione."
"Non e' la mia abitazione. Nemmeno ne ho piu' una sul mio pianeta Terra. E qui spero di essere solo di passaggio. Se solo sapessi come andarmene da questa dimensione!"
Amanda si mette a sedere sul bordo del letto scrutando l'uomo che ancora non si e' sollevato il cappuccio.
"Sei arrivata qui attraverso un portale. Ed e' da un portale che potrai andare via"
" Facile! Il portale dal quale sono arrivata era collocato nel sotterraneo della casa di una mia amica, e la chiave per tornare indietro e' in suo possesso. Se non avessi visto quell'aquila oltre il portale, non sarei finita dentro! E' a causa sua!"
" Non e' l'aquila che ti ha spinta dentro. Sei tu che l'hai seguita."
" C'eri tu dietro i suoi occhi! L'hai detto tu stesso che mi hai sempre osservata attraverso gli occhi di volatili! Sei tu che sei entrato nei miei sogni assieme a quell'aquila! Quindi siete stati voi ad attirarmi! E ora pretendo che mi diate una mano per farmi tornare sul mio pianeta!"
L'incappucciato si alza lentamente dal letto scrutando l'antropologa silenziosamente.
"Mi hai sentita?"
" Il mio compito non e' quello di portarti a casa. Ma di aiutarti a essere capace di tornare in quella che ora definisci casa"
"Cioe' fammi capire.Mi hai attratta qui in questa dimensione in questo villaggio antico, per aiutarmi a farmi tornare sul pianeta in cui vivo?? Ma che razza di ragionamento o senso e' mai questo??"
"Sei qui per un perche' ben preciso. Non per gioco ne' per passatempo."
Amanda si alza dal letto.
" Allora se conosci questo perche', dimmelo questo perche' ."
" Il proprio potere va riscoperto. "
"No. Il mio potere l'ho dovuto reprimere o avrei provocato altri guai. Ho gia' fatto parecchi danni usandolo. Non voglio piu' fare del male! Quindi non dirmi che devo riscoprirlo! Semmai imparare a non farlo piu' uscire! "
" Ogni potere va imparato ad essere gestito, e non a nasconderlo per non fare danni. Perche' il danno piu' grande, si fa nascondendolo dentro. E' li' che cresce e si potenzia caricandosi cosi' intensamente da esplodere in tutta la sua forza distruttiva, perche' non puo' essere imprigionata una forza cosi' potente che esiste. Che ESISTE e non puoi cancellare una forza che esiste. Puoi solo imparare gestirla o domarla."
Amanda scuote la testa guardando ora quasi ostilmente il misterioso uomo.
"Parli cosi' perche' NON SAI quello che sono stata capace di fare! Dalle mie mani fuoriusciva qualcosa di cosi' bruciante, da aver quasi ucciso delle persone! Sono stata vittima di influssi ombrosi uno dietro l'altro terrorizzando la gente! Io non posso vivere liberamente con questa cosa addosso!!"
"Controllati!"
La mano dell'uomo si protende verso di lei come per cercare di evitare qualcosa, ma in quell'attimo, il grido di Amanda provoca la rottura di un vaso posato su un mobile vicino che esplode andando in mille pezzi facendo sobbalzare Amanda.
"Cosa.....cosa diavolo e'....."
Si gira verso il vaso sconcertata iniziando a vedere dei campi energetici intorno ad ogni coccio del vaso.
"Quello che cercavo di dirti.Qui e' tutto amplificato. Non puoi piu' fuggire da cio' che sei. Se non vuoi distruggere, allora impara a costruire, o sarai distrutta dalla tua stessa forza repressa, e con te tutto cio' che e' intorno. "
"Io non voglio far uscire quella forza! Non vedi?? Ho fatto esplodere un vaso solo gridando!! Pensa se....."
Il lampadario della stanza inizia a oscillare pericolosamente proprio sulla testa dell'incappucciato allarmando Amanda che terrorizzata alza lo sguardo verso l'alto.
"Togliti da li' !! Togliti da li'!! O quel lampadario si sgancera' su di di te!!"
L'incappucciato resta immobile vedendo negli occhi di Amanda il terrore.
"Togliti di li' !!!"
"Non farti dominare dalla paura. Puoi gestire questa forza."
"Ti ho detto di toglierti da li' !!!"
Piu' Amanda si agita dalla paura, e piu' il pesante lampadario antico sorretto da una catenella, inizia ad oscillare sempre piu' pericolosamente.