IL RICONOSCIMENTO DI SEPHIR

Ratash sente dentro di lui crescere un senso di ostilita' e ribellione a pelle nel sentire e vedere quello sconosciuto, sensazione sgradevole che pero' sembra cogliere anche Enora con quello che lei dice e sembra provare...
"Enora....che cos'hai?"
Le chiede quindi subito preoccupato nel vederla portare le mani sulle tempie, ma e' la sua ultima frase che gli da' come un campanello d'allarme. Ratash si volta verso lo sconosciuto che a differenza di lui non sembra minimamente turbato ma anzi anche particolarmente fiero e come se fosse altamente sicuro di se'.
"Te lo richiedo un'ultima volta.CHI SEI "
Sephir mantiene il suo freddo sguardo su Ratash. Nonostante si sia incarnato per aiutare il figlio per la prima volta, non riesce ad essere il "santo salvatore" e per lui e' una grande impresa essere li' davanti ad un figlio che aveva anche cercato di eliminare per restare a capo dell'intera razza nephilim.
" Colei che e' diventata la tua donna, sembra avermi riconosciuto. Tu invece che dovresti avere il mio stesso sangue nelle tue vene, ancora non mi hai riconosciuto? A quanto pare la mia energia e' rimasta dentro e familiare solo nella tua donna."
<< che avevo fatto mia >>
Tiene il pensiero per se', ma Enora avrebbe potuto sentire quel pensiero essendo telepatica e collegata a Sephir per la fusione che avevano avuto cinque anni prima.
Ratash gli si avvicina guardando negli occhi Sephir scavando maggiormente incredulo...
" No.....non puoi essere tu...."
Sephir allunga le braccia verso Ratash avvicinando le mani e mostrando i palmi rivolti verso Ratash.
"Forse mi conoscevi con questo aspetto?"
Sulle mani di Sephir appare l'immagine del Sephir dalla lunga chioma platino che avevano entrambi conosciuto e visto cinque anni prima...Lo sguardo di Ratash inizia a ribollire oltre che ad essere incredulo facendo un passo indietro.
"Non sei tu...Vattene via! VIA DA QUI ! VIAAA!!"
Gli grida contro
Sephir pero' resta impassibile non smuovendosi nemmeno a compassione per lo stato del figlio.
"Forse la tua donna puo' intercedere per darti conferma di cio' che sono. Dovrebbe conoscere fusionalmente la mia essenza. Dico bene?"
Sephir rivolge ora il suo penetrante sguardo verso Enora.

Syride invece, nelle sue nuove sembianze, sfiora un braccio di Sephir come a volergli imprimere nella mente il ricordo per cui gli e' stata concessa una seconda reincarnazione in quella stessa vita del figlio per rimediare ai suoi errori.
Nel sentire pero' Enora rivolgersi a Sephir astiosamente usando il termine di demone, Syride inaspettatamente interviene.
" Credi che i demoni non siano capaci di fare del bene? "
Le chiede per poi rivolgersi quasi subito a Ratash.
"E tu.....hai dimenticato che ero morta per aiutarti a riappacificarti con lui? Vuoi far ripetere il mio sacrificio?"
Syride si rivolge a Ratash con quelle parole insolite e strane per la dea che era.Questo perche' Syride nel nuovo corpo e dopo essere stata a contatto con l'energia oscura di Sephir, e' stata "coperta" dalla sua originaria essenza. E ora la dea sembra quasi usare un tono di rinfacciamento non da dea pura. Sephir allarga le braccia quasi con soddisfazione nel sentire Syride dire qualcosa in sua difesa come demone.

"Ho fatto un giro tra le fiamme infernali,si. Ma come vedi, sono nuovamente qui. "
Sposta poi lo sguardo verso Ratash come per vedere l'effetto della sua provocazione verso il figlio che e' l'ultimo erede puro nephilim.
"Vero, figlio...? Ammettilo che...nemmeno tu come ultimo erede, saresti riuscito ad ottenere anche la liberazione infernale e una nuova incarnazione e in cosi' poco tempo. Sei contento?Molto meglio qui che in quella dimensione cosi' troppo calda, non credi?"

Ratash e' sconvolto nel ritrovarsi il padre e in un nuovo corpo e con tutti i ricordi perfettamente integri come se nessun tempo fosse passato.Ancora piu' incredulo nel riconoscere anche nello sguardo e poi nelle parole, Syride ma anche lei con un nuovo corpo.Quello che pero' piu' inquieta Ratash, e' il sentir parlare Syride in difesa di Sephir dopo essere stata uccisa da lui nella dimensione oscurata per aver tentato di armonizzare Sephir e Ratash.
E ora Ratash la ritrova affiancata a Sephir quasi come una sorta di  nuova alleata e senza piu' trasmettere quell'energia da dea pura come l'aveva conosciuta nella precedente incarnazione.
"Syride....."
Mormora scuotendo la testa avvicinandosi meglio a lei come per verificare maggiormente di non sbagliarsi.
"Sei.....sei davvero....tu?? No....non e' possibile....non con lui....."
" NON CON LUI??"
Lo interrompe Sephir con voce tuonante.
"Facile giudicare quando nemmeno tu conosci il mio passato."
"Sei stato il tormento di un'intera dinastia per millenni e hai sterminato popoli ! E la lista continua! Dunque anche il re degli inferi e' stato cosi' tanto superficiale per aver liberato chi avrebbe dovuto pagare ancora! "
"Pagare cosa!? Credi che punizioni come prigionieri servano per rimediare a qualcosa??"
Ratash stringe i pugni dalla rabbia per cio' che vede e sente.
"Che cosa sei venuto a fare qui? A chiedermi scusa? Puoi anche tornartene da dove sei venuto. Hai fatto un viaggio per niente"
La secca risposta di Ratash.
"Voglio vedere Rashid."
"MAI. Vattene. "
La seconda secca risposta di Ratash alla pretesa di Sephir di vedere il figlio.Il vento gelido si alza nuovamente tornando ad avvolgere Ratash ed Enora fastidiosamente mentre Sephir e Syride non vengono minimamente toccati.

Valentina - Racconti fantasy
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