GHIACCIO CHE SI SCIOGLIE

Le parole di Vergil suonano ad Amanda come un qualcosa non di spiazzante, ma di piu' ! Gli occhi della bionda, che era rimasta a capo basso fissando il terreno sotto di lei, si allargano come se avessero "sentito" qualcosa di inconcepibile, specie detto da lui. Si volta quindi di scatto verso Vergil guardandolo interrogativamente.
"C...che cosa??!"
Esclama poi estraniata.
" Lasciar perdere il rituale?? Ora?? Dopo tutto quello che abbiamo fatto e affrontato ??Mi hai fatto lasciare il mio mondo per questo,ho sopportato le tue prepotenti parole e insulti per arrivare a questo, e ora....ora mi dici di lasciar perdere tutto e di.... andarcene? E per andare dove??!"
Amanda reagisce "male", come primo impatto, ma e' una reazione istintiva che la sta proteggendo da qualcosa, perche' l'antropologa sta nascondendo inconsciamente una paura ben piu' grande e che riguarda i suoi sentimenti per lui. Rinunciare al rituale, avrebbe significato rinunciare a Ridel ma anche ad ammettere a se stessa che rinunciare a Ridel, avrebbe significato l'accettazione di avere dei sentimenti superiori per qualcun altro, e "peggio " ancora, proprio per Vergil. Al tempo stesso ritrovarsi faccia a faccia con Ridel, le avrebbe fatto temere di perdere qualcosa di prezioso riguardante invece Vergil. L'antropologa e' nel bel mezzo di una lotta interiore con le sue emozioni che stanno facendo il piu' incredibile round sul ring nella sua casa interiore. Due fratelli che stanno avendo il potere di farle innescare dei movimenti interni conflittuali che la inchiodano e spaventano.
"Per andare dove e a fare cosa !"
Lo guarda ora abbassandosi col busto appoggiando le mani al terreno restando seduta sui talloni,ma quasi arrivando col viso sotto quello di lui per guardarlo meglio negli occhi.Sa del pericolo che sta correndo a rinfilarsi nel suo sguardo diretto, ma e' l'unico modo per fare chiarezza su quello che sta accadendo non solo a lui, ma anche a se stessa portando il guerriero ad alzarsi quasi come se non riuscisse a reggere quello sguardo. Vergil sembra essere diventato uno specchio di cio' che accade dentro di lei. Amanda teme lo sguardo di lui, che le sta facendo vedere materialmente esattamente questo: la paura che induce alla fuga. Nel sentirlo dire che non vuole perderla, l'antropologa resta doppiamente incredula vedendo il guerriero quasi fuggire dopo aver pronunciato quelle parole "inaudite". 
"C..cosa...?"
Mormora in un filo di voce appena udibile. E quella frase le innesca quel "qualcosa". Lui le sta dicendo con le parole di non volerla perdere, ma con l'azione e i fatti Vergil continua a fuggire e a nascondersi. Amanda resta a guardarlo di spalle in silenzio. Abbassa lo sguardo continuando a non capacitarsi della cosa, poi rialza gli occhi facendo uno "scatto" camminando rapida verso di lui e afferrandolo per un braccio facendolo girare obbligatoriamente con movimento secco verso di lei.
" Voglio che ora mi guardi"
Gli dice quindi con voce decisa anche se dentro di lei le sue emozioni "tremano". Una strana lieve e incandescente luce proviene da alcune pietre incastonate naturalmente fra rocce in mezzo ad alberi, quasi come se anche quella luce fosse apposta li' in quel preciso momento e punto in cui i due si sono fermati, per illuminare cio' di cui hanno paura reciprocamente come quegli sguardi fuggitivi. Si sono fusi intimamente per ore, eppure temono dei "semplici" sguardi che sembrano avere ancora piu' potere di fusioni fisiche.
Dentro di lei "trema", ma sta cercando di affrontare una sua paura proprio attraverso lui.
"Voglio che tu mi ridica quello che hai appena detto, guardandomi negli occhi. "
Gli dice quindi mantenendo il suo sguardo su quello di lui, come se anche per lei quella fosse una sfida. Affrontare faccia a faccia emozioni, mettendole a nudo e alla luce del sole senza paura.

Vergil le ripete quindi le sue parole di non volerla perdere per poi catturarle le labbra in un sentito e passionale bacio.Amanda non da' il minimo segno di respingerlo, ma lo accoglie in maniera diversa rispetto a quando si erano baciati nella grotta in maniera irruente e passionale. Ora quel bacio e' si' passionale, ma con del nuovo che racchiude qualcosa di piu' profondo. Si baciano diversi istanti con intima passione e l'antropologa gli prende il viso tra le mani quasi come se fosse ora lei con quel gesto a dirgli che non avrebbe voluto lei perdere lui, e senza nemmeno saperne il perche'. Dopo essersi distaccati, e' pero' Vergil che chiede ad Amanda di decidere che cosa fare.
<< cosa voglio fare? Io ??Cosa voglio fare io?? >>
" Perche' mi chiedi cosa voglio fare io? Sei tu che volevi attuare il rituale. Sei tu che volevi far tornare in vita Ridel per diventare un dio.E chiedi a me che cosa voglio fare? Se tu non vuoi piu' fare quel rituale rinunciando a diventare un dio, che cosa cambierebbe se ti dicessi di voler fare quel rituale per farlo tornare in vita? Il mio desiderio di farlo tornare in vita non mirerebbe ad una motivazione di potere....ma....di altro. Che cosa proverebbe un'anima richiamata dall'aldila' a tornare in vita per niente?"
<< per niente?? Che accidenti ho detto ora?? io lo volevo in vita per riavere l'occasione di vivere con lui quello che mi e' stato strappato via. >>
Ora Amanda mette in dubbio anche i sentimenti per un Ridel con la possibilita' che lui non la ami nemmeno piu', e che avrebbe potuto continuare a vivere nuovamente in quella dimensione senza di lei. Eppure l'idea di perdere Vergil per Ridel le da' sensazioni negative. Come fare?

Valentina - Racconti fantasy
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