FIAMMEGGIANTE "ADDIO"

AEREO NOMAD

Dopo la fase di purificazione nelle acque della riserva indiana, il gruppo di Lara riesce con uno stratagemma a effettuare una riunione senza la presenza di Aaron e Ray presenti per poter decidere i prossimi passi da fare per la missione, e se avrebbero dovuto continuare ad avere a bordo un uomo come Aaron Walker che non gode di nessun tipo di fiducia per le azioni passate, anche se e' stato utile per scoprire importanti informazioni riguardo i traffici collegati all'area 51. Dopo aver discusso a sufficienza con il gruppo, di cui una parte sarebbe favorevole a far restare Aaron, e un'altra parte no, Lara sembra aver preso una decisione, e ha va a chiamare nell'hangar sia Aaron che Ray, conducendoli vero la postazione del computer e delle armi che l'archeologa ha raccolto e cercato di riordinare.

"Che cosa devi dirci?"

La domanda di Aaron e' faticosamente e forzatamente distaccata, ma l'archeologa coglie questa volta la difficolta' dell'uomo a mascherare quello che sembra non riuscire a essere piu' tenuto cosi' ferratamente nascosto per cio' che si e' innescato tra di loro.

"Come prima cosa....Ringraziarvi."

Aaron si sorprende di sentire quelle parole, e l'archeologa le pronuncia con tono fermo e professionale.

"Il vostro aiuto per il monitoraggio e la neutralizzazione delle strutture dell'area 51 sono state essenziali per permettere a noi di infiltrarci in quella struttura e scoprire quanto e' emerso. Probabilmente senza di voi non sarebbe potuto succedere, e una mia avventata infiltrazione in quell'area senza la protezione tecnologica e informatica sul sistema di sorveglianza, avrebbe forse impedito non solo a me, ma anche agli altri di uscire vivi da li' dentro"

Aaron resta in ascolto serio.

"Oh lusingato Lara. Ma il lavoro maggiore l'ha fatto lui. E' lui la testa bellico tecnologica"

Risponde Ray dando una pacca sulla nuda spalla di Aaron.

"Smettila. E prenditi gli apprezzamenti e ringraziamenti che meriti"

Ray sgrana gli occhi nel sentire Aaron parlare si' burbero e severo, ma pronunciando parole di elogio per lui.

Lara nota lo stupore di Ray come se non fosse abituato a sentire certe cose da Aaron.

"Senza di me probabilmente ci saresti riuscita diversamente e rischiando maggiormente. Ma ci saresti riuscita"

Le parole invece di Aaron che lanciano un sottile apprezzamento su Lara per le sue abilita' di affrontare e superare missioni pericolose ed estreme.

"Non questa volta Aaron. Non questa volta con delle forze aliene. Non e' mai esistito un allenamento contro forze di simili entita', e soprattutto insidiate proprio sul nostro pianeta"

" La piu' grande palestra di allenamento e' la vita stessa. Sono le situazioni da affrontare piu' inaspettate che allenano. Ogni allenamento e' un esame. E ogni esame e' un allenamento. Si puo' imparare a usare una pistola per la prima volta davanti a un criminale che ti entra in casa per la prima volta e senza averla mai usata prima. Dove sta l'allenamento e dove l'esame?"

"Istinto di sopravvivenza"

"Chiamalo come ti pare, ma non cambia nulla. L'istinto di sopravvivenza ti permette di affrontare qualunque sfida. E senza di esso si morirebbe in molteplici situazioni, anche quelle piu' banali."

Il fermo parere di Aaron.

"Eheheh boss, sei diventato un saggio"

Lo schernisce Ray ridacchiando.

"Beh Lara, per me e' stato un piacere poter lavorare in questa folle missione. Anche se ammetto che non avrei voluto parteciparvi. Ma questo esigente comandante di squadra non permette grandi possibilita' per fuggire da quello che spaventa."

Le parole di Ray fanno capire a Lara che il giovane sembra addirittura ammirare quell'uomo nonostante i suoi metodi e le sue azioni criminali.

"E penso che sicuramente questa esperienza fara' crescere. Voglio dire..eheh non che ci tenga ad andare a fare visita a certe personcine aliene, ma da domani mi guardero' allo specchio con maggior stima "

Ray allarga un sorrisone.

"A proposito boss, che ne dici di iniziare a riordinare le nostre cose?"

Aaron non distoglie lo sguardo da Lara mantenendolo pero' serio, e che non sembra lasciar trapelare nulla.

"Procedi pure."

Approva fermo e come se non volesse lasciar trapelare un non volersi allontanare da qualcuno che sta ora guardando dritta negli occhi.

"Ho radunato meglio le vostre armi. "

Lara resta con lo sguardo su Aaron come lui, ma indicando con una mano la posizione degli oggetti.

"Tempo di andare a recuperare ancora qualcosa nella cabina e portarle giu'. Poi potremo andare."

Ray si avvia verso la scaletta dell'hangar per salire di sopra mentre Aaron resta ancora da solo con Lara guardandosi con indefinibili espressioni, ma dentro entrambi si sta muovendo l'emozione della sensazione del distacco e che li porta ad affrontare dentro se stessi il profondo significato o messaggio, anche se le loro espressioni del viso non lasciano trapelare nulla se non centratura e distacco.

"Tornerai in Islanda? O in quella che dovrebbe essere la tua squadra di lavoro? Nonostante non abbia ancora capito di che razza di lavoro si tratti"

Aaron la guarda per qualche attimo in silenzio come se fosse anche lui alla ricerca di una risposta dentro se stesso, come se fosse proprio a causa di lei che il suo mondo e' stato rimesso in discussione.

"Credo che tornero' in Islanda. Tra le mie montagne... e i lupi"

"e Iisar. "

Aaron annuisce lievemente distogliendo lo sguardo da lei e andando a chinarsi sulle armi radunate per prenderne una fra le mani.

"Che cosa c'e'?"

Gli chiede poi guardandolo mentre lui fissa l'arma che mantiene tra le mani.

"Ti e' mai capitato di guardare uno stesso oggetto in maniera diversa da come l'avevi guardato fino a quel momento? Questo e' uno di quei momenti. E per me e' la prima volta."

Aaron lascia ricadere l'arma tra le altre sotto gli occhi sorpresi di Lara.

"Vado a recuperare le mie cose"

Le dice poi freddamente nuovamente dirigendosi verso la scaletta e salendo al piano superiore.

Lara lo segue per qualche attimo con lo sguardo optando per non raggiungere il gruppo andando a sedersi sul gradino piu' basso della scaletta dell'hangar guardando a distanza le armi e l'elicottero, come se qualcosa dentro di lei si stesse svuotando all'idea di vedere l'hangar vuoto senza piu' quell'elicottero e quella presenza. L'archeologa inizia a sentire sempre piu' chiaramente l'urlo interiore di certe emozioni piu' che significative e di quello che sembravano segnalarle. Forse avrebbe potuto mentire agli altri, ma non piu' a se stessa: Aaron Walker e' riuscito a coinvolgerla interiormente e a desiderare di averlo intorno e presente. Nel sentire pero' all'esterno alcuni membri del gruppo che discutono per non volere Aaron in missione, l'archeologa si decide maggiormente a salire al piano superiore dell'aereo per parlare direttamente ad Aaron bussando alla porta della sua cabina.

"Credevo fosse Ray che ha cambiato idea per la doccia"

Lara resta in silenzio guardandolo senza parlare per diversi istanti.

"Che succede?"

Lara sembra avere difficolta' a rispondere, ma la sua espressione e' sempre ferma e non esprime vulnerabilita'.L'archeologa fa pero' un passo dentro la cabina richiudendo la porta alle sue spalle.

"Sai. Ero tentata di chiederti di restare ancora in questa missione per capire come muoverci e verso quale scopo andare dopo quanto scoperto. Ma mi sto rendendo conto che la soluzione migliore sia quella che tu ritorni in Islanda e alle tue cose"

"Non sarei rimasto in ogni caso"

La risposta di lui ferma e decisa. I due si guardano per altri istanti di silenzio, ma come se avessero pensato tutti e due alla vera motivazione per la quale sarebbe stato meglio non restare "Insieme" : per paura di quello che sarebbe potuto riaccadere fra di loro e di continuare a doverlo mascherare avanti.

"Bene. Allora non c'e' motivo di preoccuparsi. E sara' ancora piu' facile dirsi addio perche' la penso esattamente come te"

" Guardati sempre dalla tua testarda smania di essere avventata. La prossima volta che entrerai in una struttura nemica senza l'appoggio di neutralizzazione del sistema di sorveglianza, assicurati di avere abbastanza proiettili e armi adeguate. Ovunque deciderai di andare a fare la folle per la salvaguardia umanitaria"

Le dice lui sempre con tono fermo e caratterizzato da durezza.

"La prossima volta che scalerai una montagna di ghiaccio senza attrezzatura adatta, assicurati di portare con te almeno un..."

Sta per dirgli Lara, ma si blocca di parlare nel vedere Aaron avvicinarsi a lei in maniera particolarmente "pericolosa" per andare ad avvolgerle con una mano la nuca in una presa sicura, calda, repentina e come se non fosse capace nemmeno di farla finire di parlare.

".....cosa... "

Lara non fa in tempo a farfugliare niente altro che la presa di lui, e il bacio irruente e passionale che l'uomo le ruba in maniera trascinante, impedisce all'archeologa di proseguire con qualunque tipo di frase di senso compiuto.I due si agganciano saldamente quasi all'unisono come se le loro energie si fossero lanciate dominando entrambi fuori controllo reciproco e portando l'uomo a baciarla e aderirla a lui in maniera irruentemente calda e al tempo stesso morbida senza quasi darle respiro. L'energia che si sprigiona in entrambi e' poi talmente intensa e trascinante, che le loro labbra si fondono in un bruciante e instancabile bacio che innesca una reazione di aderenza corporea. I loro corpi si impennano come a volersi fondere irruentemente nonostante i vestiti sprigionando una energia che annulla ogni forma di resistenza a cio' che ormai si e' impadronito fra loro, o che forse ha preso un posto di "diritto di appartenenza".I respiri irregolari accesi, alimentano poi il loro desiderio crescente di spingersi oltre come se quella sarebbe stata l'ultima volta per poterlo vivere, e con una intensita' ancora maggiore di quella avvenuta in Islanda perche' ora per i due sembra essere quasi come un tormentato addio.

"Aaron....."

Sussurra lei poi trovando un bagliore di lucidita' come a volerlo fermare, ma l'uomo scuote la testa accecato da cio' che ormai si e' innescato di reale e autentico per l'archeologa, e piazza una mano sulla porta metallica pesantemente come per farle capire che non le avrebbe permesso di fuggire questa volta. Un giro di chiave repentino da parte di lui, un istante prima di essere sollevata dalle esperte mani di lui e di ritrovarsi stesa sul letto.

"Che cosa mi hai fatto..."

Sussurra lui come una specie di rimprovero che non ha piu' la forza di pronunciare quelle parole con durezza.

"Che cosa TU hai fatto a me, dannazione! Mi hai rapita. Mi hai portata da quella pazza di russa. Mi hai drogata con i tuoi intrugli chimici. Mi hai quasi uccisa. E...."

Lara sta facendo la lista di tutte le cose indegnose che lui le aveva riservato, ma l'uomo la zittisce non volendo piu' sentirla ripetere cio' per cui lui ora sembra voler cancellare tutto quello elencato da lei, e le chiude le labbra con un vorticoso bacio abbassandosi su di lei. L'atmosfera si accende ancora di piu' e i due si trascinano in fiammeggianti minuti di passione.

Tempo dopo

"Croft...."

Aaron la chiama col respiro ancora non recuperato, ma l'archeologa non risponde restando quasi inerte.

"Stai bene?"

Lara chiude serratamente gli occhi sentendo la mano di lui che scivola calda sulla sua schiena.

"Sto bene."

La mano di lui scivola indietro con un gesto pero' che esprime una sorta di sollievo. Non si sa se per una sincera preoccupazione per lei, o se possa averla delusa come prestazione intima essendo un uomo esigente verso se stesso per cercare di riuscire in tutto.Nel non vedere pero' l'archeologa girarsi o aggiungere altro, l'uomo si solleva diversamente col corpo e la fa roteare verso di lui a forza, ma morbidamente.

"Non stai bene."

Le dice poi dopo averla guardata in viso. Lara si solleva quasi pesantemente coprendosi parte del corpo con un po' del lenzuolo del letto come se improvvisamente si stesse "vergognando". Non per essersi concessa e cosi' liberamente ad un uomo, ma proprio a quell'uomo.

"Avanti dimmelo. Dimmelo che e' stato sbagliato"

Le dice poi come risentito nell'interpretare non correttamente o parzialmente la reazione di lei.

"Solitamente non mi pento mai delle mie azioni"

Lara si solleva mantenendo il lenzuolo sul petto coprendolo femminilmente sotto gli occhi di lui che la contemplano interamente.

" Ma questa e' una di quelle volte in cui ti penti. Giusto?? Non ti smentisci mai Croft !"

Aaron si fa risentire nel suo tono burbero e scontroso, quasi come se fosse stato offeso nella sua virilita' andando a recuperare il pantalone per infilarselo e chiudersi la zip con un movimento secco e irritato. Lara lo guarda aggrottando la fronte e sollevandosi col busto meglio per andare a recuperare qualche vestito con la mano lasciando ricadere il lenzuolo sul letto.

"Se solo mi lasciassi finire di parlare ogni tanto! Walker !"

E' ora lei ad arrabbiarsi lanciandogli quasi addosso un lembo del lenzuolo e fulminandolo con lo sguardo.

"Non pensi che le mie parole avessero voluto dire altro??Solitamente non mi pento mai delle mie azioni. E questa volta non c'e' stata nessuna eccezione"

Marca la frase aggiungendo il seguito vedendo lo sguardo di lui allentare la rigidita'. La guarda per diversi istanti.

" Ma quello che e' successo fra noi dovra' restare fra noi."

Aaron vede Lara infilarsi la maglia come se avesse fretta di rivestirsi.

"E' tardi. Ci avranno dato per dispersi "

Gli dice. Aaron la blocca per un braccio fermandola e interrompendo quella fretta.

"Guardami! "

Lara sente la presa della mano di lui sul braccio mentre la fissa negli occhi.

"Hai cosi' davvero paura del giudizio degli altri?"

Lara si sente quasi come se lui le avesse toccato un tasto vulnerabile.

"Non mi e' mai importato del giudizio degli altri!"

"Pero' su quello che riguarda me si. Giusto Croft?"

Lara resta in silenzio.

"Non rispondi?Non ti e' mai interessato il giudizio degli altri,ma per quanto riguarda il giudizio con me si?"

Le chiede duramente.

"Non ho mai voluto raccontare nulla agli altri delle mie questioni private. E anche questa volta rimarranno private."

Gli dice secca come se non volesse ammettere la realta' delle parole veritiere che sta invece insinuando lui.

"Stai mentendo. Questa e' una giustificazione per non ammettere che..."

Aaron si interrompe nel sentire il rumore della maniglia abbassarsi dall'esterno. I due spostano quindi l'attenzione verso la porta, e soprattutto Lara con occhi allarmati, ma grazie al giro di chiave dato da Aaron in precedenza, Ray non puo' aprire la porta.

"Aaron? Ti sei chiuso? Andiamo, di che ti vergogni? Ti stai cambiando gli slip? ahah !"

Ride il giovane dal corridoio prendendosi gioco di lui e restando dietro la porta.

Lara si gira con occhi tesi verso Aaron all'istante e come se lo volesse incenerire per la situazione in cui si e' cacciata, non mettendo in conto che lei e' responsabile esattamente quanto lui.

Ray bussa alla porta preoccupato non ricevendo risposta dall'interno.

"Ti raggiungo di sotto."

L'imperiosa voce di Aaron che rende ancora piu' perplesso Ray.

"Ehm....ok ok....non c'e' bisogno di arrabbiarsi"

Ray si allontana dal corridoio tornando nell'hangar.

Lara schizza giu' dal letto all'istante finendo di agganciarsi i pantaloni e le scarpe velocemente.

"Guardati. Sembri come se ti stessi comportando come una ladra. Come se avessi commesso chissa' quale reato"

Aaron scende dal letto sportivamente con indosso solo i pantaloni e scalzo.

"Ci vediamo di sotto. E diremo agli altri che sei in partenza"

Aaron le si avvicina piazzando il palmo di una mano sulla porta vicino al viso di Lara e scrutandola da vicino con occhi pungenti. Lara sta per replicare dell'altro, ma l'uomo la zittisce con un altro bacio irruente, "uccidendo" sul nascere le ostili emozioni di Lara visibilmente manifestatrici di conflitti interiori di quelle parti di lei guerriere che mai avrebbero potuto permettere di abbandonarsi a comuni atteggiamenti di dolci e romantiche donne vulnerabili al maschile. Aaron si stacca da lei dopo qualche secondo e guardandola come se avesse voluto dargli una risposta piu' significativa e comunicativa attraverso quel bacio.

"Tu non sai nemmeno quello che stai dicendo. E stai mutilando quello che forse di piu' vero e autentico in te sta gridando per essere manifestato. Vai. Vai pure con la tua bella maschera di emozioni li' fuori e continua a vivere il tuo inferno interiore e impedire di far vedere la vera donna che sei.."

Con un gesto secco, Aaron gira la chiave della serratura aprendo la porta della cabina con movimento deciso e guardandola severo. I due si guardano ancora qualche istante, poi Lara piu' turbata che mai, esce nel corridoio dirigendosi verso la cucina per poi iniziare a scendere dalla scaletta per tornare nell'hangar.

Valentina - Racconti fantasy
Tutti i diritti riservati 2019
Creato con Webnode Cookies
Crea il tuo sito web gratis! Questo sito è stato creato con Webnode. Crea il tuo sito gratuito oggi stesso! Inizia