DISSACRAZIONE O PURIFICAZIONE ?

Raja si solleva dal letto della cella che le e' stata assegnata per aver sentito il bussare insistente della badessa che l'incita ad alzarsi per recarsi nell'ufficio di Leandro.
Raja si alza avvicinandosi alla finestra munita di vetro e sbarre, e con l'idea di riuscire a specchiarsi nel vetro per vedere in che condizioni si trova dopo aver versato lacrime a lungo prima di addormentarsi. Ma non riesce a verificare lo stato del suo viso e dei suoi occhi attraverso quel vetro che e' anche ricoperto di polvere indurita. Esce quindi dalla cella dopo essersi infilata la tunica con il copricapo e si dirige verso l'ufficio in cui le e' stato ordinato di andare. L'abate e' seduto alla scrivania e alza la testa verso di lei non appena la vede sulla soglia della porta.
"Vieni Raja. Ti aspettavo"
Le fa cenno anche con una mano di avvicinarsi invitandola anche a chiudere la porta.
Raja si avvicina a passo lento  con le mani incrociate e le spalle in avanti come se fosse interamente contratta e intimorita.
"Avanti, non indugiare. Siedi"
Raja prende quindi posto sulla sedia chinando il viso e mantenendo le mani incrociate in grembo. La scrivania la separa dalla sedia dell'uomo che poi si abbassa il cappuccio lasciando emergere il suo viso dai capelli di media lunghezza e un pizzetto che gli fascia il mento. Il suo viso presenta anche delle cicatrici in alcuni punti, e il suo sguardo incute in Raja maggior cupezza e timore. Raja non comprende come un uomo che le incute simili emozioni negative possa essere all'interno di un ordine religioso di devozione al divino.
"Hai avuto modo di riflettere a quando hai fatto ieri e in questi ultimi giorni?"
Raja resta a testa china non riuscendo a guardare quegli occhi.
"S..si"
Mormora restando a testa bassa. Le mani incrociate si aggrappano l'una con l'altra in un movimento di totale tensione che sembra crescere invece che diminuire nonostante lei non si stia ribellando, ma "ammettendo" di aver "sbagliato".
"E hai compreso quindi di aver infranto molte regole e di rispetto?"
"Si....ma...."
"MA COSA?"
"Ma....mi chiedevo anche...."
La voce di Raja sembra andare alla ricerca di forza e coraggio per aumentare, ma il tono di Leandro ogni volta la fa desistere.
"COSA?"
"Credevo di aver fatto bene a salvare la vita di un uomo."
"Guardami."
Raja continua a restare a testa bassa.
" Ho detto guardami. Hai dimenticato i  voti di obbedienza?"
Raja alza ora lo sguardo restando a testa sempre bassa.
" Disobbedire a me, e' come disobbedire a Dio. Lo sai vero?"
Raja abbassa nuovamente lo sguardo. Lo abbassa perche' non riesce a trovare il coraggio di guardarlo negli occhi e gridargli dietro tutta la sua disapprovazione in quell'affermazione.
" Guardami!"
Leandro alza la voce facendo alzare cosi' meglio la testa di Raja che quasi sussulta.
" Lo sai, vero?"
Le richiede. Raja annuisce.
" E sai anche che bisogna fare penitenza per espiare il peccato della disobbedienza, vero?"
"So anche...questo....si."
"Molto bene. Farai penitenza a me. Perche' io rappresento il divino"
Leandro si alza facendo sentire a Raja brividi di terrore sia nell'affermazione che nei passi che si avvicinano a lei.
"In...in che cosa...consisterebbe la.....penitenza?"
Riesce a chiedere poi alzando il viso e lo sguardo verso l'uomo che le si avvicina guardandola dall'alto. La mano di Leandro va sul copricapo di Raja facendoglielo scivolare giu', azione che fa sbarrare gli occhi a lei che aveva sempre avuto l'ordine di tenerlo su in ogni circostanza. Eppure ora quell'infrazione di regola attuata dall'abate, sembra non contare.
"Monsignore...la regola dice che...."
Raja porta le mani sul velo del copricapo per farlo risalire verso il viso e i capelli, ma Leandro le afferra un polso per poi guidarlo verso il basso per impedirle di coprirsi.
"La regola dice che devi tenere il copricapo in ogni momento. Ma ora sei in penitenza, e durante una penitenza, devi sottostare a nuovi ordini. E ora tu lascerai libero il tuo viso"
Raja riporta le mani in grembo mentre le sue dita cercano conforto fra di loro in un intreccio smanioso di sopportazione.
" Molto bene. E voglio che mi guardi negli occhi. O forse temi Dio?"
"Io non temo Dio."
Raja mantiene lo sguardo basso.
" Temo lei"
"IO SONO DIO!!"
Le urla quasi inferocito. Una lacrima scende lungo il viso di Raja che sta disperatamente cercando di non piangere.
"Ora ti alzerai, e guardandomi negli occhi mi prometterai totale devozione e obbedienza ed espiazione dei tuoi peccati. Il tuo spirito si deve purificare e sara' possibile solo con me, perche' Dio e' purificazione di spirito e carne, e io sono Dio."
Raja si stringe tra le braccia in preda ora al piu' totale panico per quelle ultime parole che le fanno sentire gia' una violazione di qualcosa....Raja resta immobile.
" DEVOZIONE E OBBEDIENZA RAJA! ORA!!"
Le grida facendo attirare l'attenzione di Miranda all'esterno.  

Valentina - Racconti fantasy
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