COMANDANTE DI ASTRONAVE
AEROPORTO, sala d'aspetto
"Allora? Mi vuoi dire di come hai fatto a passare il controllo? "
"Avete un sistema di organizzazione dati elettronici piuttosto antico"
"Antico?? Ma che ti sei fumato? Qua e' tutta roba di alta tecnologia !"
Senza Nome aggrotta la fronte e scuote la testa.
"Non e' corretto. Avete un sistema molto molto semplice. Pochi codici. Linguaggi di sistema per niente all'avanguardia"
" Beh, i miei complimenti per il tuo nuovo modo di parlare all'avangardia! Ora se non altro discorsi di senso logico li riesci a fare! E quindi ? Mettiamo pure che quello che dici sia vero,ma anche se fosse vero come hai fatto a cambiare i programmi dei computer? Con la telepatia?? Non e' possibile! "
"Telepatia? Telepatia: trasmissione del pensiero, ipotetica capacità di comunicare con la mente, senza l'utilizzo di altri sensi o strumenti"
Senza Nome riflette.
"Si . Non propriamente corretto. Usare la mente significa inviare segnali e impulsi energetici ed elettrici . E sono quindi altri tipi di strumenti"
Melissa si piazza una mano in fronte.
"Senti un po' cervellone! Siamo dieci minuti a discutere su una spiegazione di una cosa che avresti fatto, mi vuoi dare una spiegazione che non sia da lettura di libri??"
Senza Nome riflette ancora.
" La mente di cui sono dotato, ha trasmesso impulsi elettrici ed energetici collegandomi a quelli trasmessi dai dispositivi elettronici che sono presenti in questo posto, e ho potuto cambiare e modificare dati, codici e tutto quello che comporta il funzionamento dei programmi secondo il sistema operativo e di linguaggio tecnico adottato. "
Melissa fa un profondo respiro di pazienza mettendosi poi le mani in testa.
"Io ci rinuncio. Cioe' mi stai dicendo in parole terra terra, che con la forza del pensiero hai modificato dispositivi elettronici? E' questo il succo del discorso?"
Senza Nome riflette alzando gli occhi verso l'alto.
"E' corretto. "
"Sia ringraziato qualunque dio che ti ha fatto ragionare in termini umani ! Ma da quale razza di paese vieni!"
I due restano ancora nella sala d'aspetto fino a quando la voce dell'imbarco si fa sentire.
"Sbrighiamoci, dobbiamo andare alla navetta"
"Navetta !!!???"
Senza Nome sgrana gli occhi quasi brillando, come se lei avesse pronunciato qualcosa di magico.
"Si navetta! Piu' che altro e' un bus o veicolo a ruote, pero' hai ragione non so perche' qui lo chiamano navetta.Non siamo mica nello spazio! Sbrigati !"
Melissa prende per un braccio Senza Nome che pero' sembra ora improvvisamente imbambolato e si lascia trascinare a forza sulla navetta in questione.
"Mettiti qui ! Non dobbiamo farci vedere da loro"
Melissa cerca di evitare di avvicinarsi a Donald e gli altri , quindi lasciano che siano loro per primi a salire. A a distanza di tempo salgono poi anche loro a bordo dell'aereo andando alla ricerca dei posti assegnati.
Aereo,abitacolo di viaggio
"A me piace volare....io amo volare....si...io amo volare...."
Senza Nome si gira verso il finestrino dall'altra parte contemplando il volo dell'aereo decollato diversi minuti dopo.
"Ecco bravo, pensa a volare col pensiero allora "
Melissa si spalla allo schienale dando una sbirciata ai sedili su cui stanno seduti l'ex fidanzato Donald e la sua attuale compagna Christel per poi tornare a guardare avanti a lei.
"Sono un comandante !"
Esclama poi improvvisamente Senza Nome come se il volo dell'aereo gli avesse smosso qualcosa di importante dentro.
"Si puo' sapere che vai blaterando sul comandante? Che libro ti sei letto ora?"
"Nessun libro. Sono un comandante"
Le dice serio.
"Se tu sei un comandante, io sono la regina d' Inghilterra. Ma che ti sei innescato in quel cervello, si puo' sapere da dove salta questa storia?"
"Andromeda. "
"Chi?? Che libro e' ? "
"E' una galassia. Non un libro "
"Ti sei letto un libro di astronomia in quella biblioteca. Ecco perche'! "
"Sono un comandante !"
" Ho capito che sei convinto di essere un comandante, ma non lo sei! Sei uno che non sa nemmeno come si chiama!"
Melissa picchietta con la mano sul bracciolo del sedile dando un'occhiata a Senza Nome che ha ripetuto per l'ennesima volta di essere un comandante.
"Inizio a preoccuparmi seriamente per te, lo sai?"
"Sono un comandante."
" L'abbiamo capito tutti ! Mi vuoi dire seriamente da quale mondo vieni!? Dal paese di Alice e il bian coniglio???"
"Andromeda"
"Ancora? Vuoi finirla?Io non so piu' cosa fare con te. Senti mettiti le cuffiette e ascoltati un po' di musica ! Ti presto le mie cuffie, basta che la smetti con questa tiritera!"
"Sono un comandante"
<< santa la pazienza ! >>
"Sei un comandante. "
<< ok, diamogli corda. >>
"Quindi? Comandante di che?Un aereo? Un elicottero?Una nave?"
"Dischi...grandi dischi...forma di grandi dischi. Galassie....volano nelle galassie "
"Ah..certo "
La giovane scuote la testa andando alla ricerca delle cuffiette nello zaino ironizzando le parole di lui.
"Mi stai dicendo che sei il comandante della navetta di E.T?"
<< E va bene, se devo passare il viaggio prendendo in giro qualcuno, vorra' dire che cerchero' di farmi due risate >>
"Andromeda e' la mia casa. La mia galassia. "
"Ah si? E nella tua galassia fai il comandante di dischi volanti?"
"Non proprio disco. Grande disco di forma lunga. Non sferoidale "
Melissa fa un profondo respiro per rafforzare la sua pazienza.
"Cioe' fammi capire...non sai o non ti ricordi come ti chiami, e ora improvvisamente ti ricordi di essere un comandante di una specie di disco volante allungato e di venire da una galassia di nome Andromeda? Ma mi prendi ancora in giro o cosa?"
Senza Nome si volta verso di lei.
"Non mento. Quello che dico e' realta' e verita'. E io ho un nome"
"Oh bene ! E' gia' un miracolo che ammetti di avere un nome. E ti ricordi anche come sei stato chiamato?"
Una hostess passa in quel momento porgendo a Melissa e Senza Nome due bicchieri.
"Non si preoccupi, lui non beve ne' mangia, prendo solo io"
Melissa arraffa il suo bicchiere per poi sorseggiare il succo offerto.
"Allora? Si puo' sapere come ti chiami? Riusciro' a scoprirlo prima di atterrare?"
"Mi chiamo Kheyd Khouj Nothesh Keyeph Un'Negguth "
Melissa sputa istintivamente dalla bocca il succo rischiando di soffocarsi non appena sente l'impronunciabile e lungo nome che Senza Nome comunica. Tossisce battendosi anche la mano sul petto cercando di respirare bene.
"Forse e' meglio che io e te non parliamo piu' per tutta la durata del volo o rischi di ammazzarmi prima ancora di arrivare con le idiozie che riesci a sparare"
Melissa si appisola senza dare piu' a parlare mentre "Senza Nome" se ne sta seduto continuando a fissare fuori dal finestrino per tutte le ore di volo seguenti e della nottata verso Madrid.