AREA 51: SCOPO ALIENO SMASCHERATO
NEVADA: AREA 51
Hangar
Lara prosegue a camminare lungo il tunnel metallico che sembra collegare l'area dei laboratori con un'altra area che condurrebbe verso un certo tipo di hangar.
"Lo scienziato diceva che avrei capito meglio nell'hangar."
Commenta Lara mentre prosegue a camminare con passo lento e cauto ma al tempo stesso sicuro e determinato.
"E tu trovi un caso che la porta all'hangar attraverso quel tunnel si sia spalancata quasi come per agevolarti il passaggio per arrivare a capire qualcosa di celato? "
Lara non risponde ad Aaron, e non appena arriva in una nuova vasta area, l'archeologa si accuccia studiando qualche attimo il nuovo ambiente vedendo delle enormi parti metalliche come se fossero in una specie di laboratorio meccanico.
"Stanno creando delle macchine altamente evolute e tecnologiche per chissa' quali scopi. C'e' da sperare che non li stiano ultimando per sganciarli nel mondo facendoli uscire da quella struttura"
Constata Lara dopo aver studiato l'ambiente restando nascosta e comunicando a bassa voce nell'auricolare.
" E c'e' solo un modo per scoprirlo"
"Non lo fare."
La risposta di Aaron che sembra aver capito che l'archeologa si sarebbe lanciata visibile davanti alle sentinelle e guardie militari presenti all'interno di quell'hangar. Inevitabilmente la sua azione viene accompagnata da una serie di colpi di narcotizzanti con i quali va a iniziare a stendere a distanza una sfilza di uomini. La situazione degenera per poi portare all'apparizione di un individuo che pur avendo l'aspetto fisico di un umano, i tratti del suo viso non sembrano affatto umani e una specie di maschera antigas verde e' collocata sulla sua bocca. L'individuo se ne sta ora a braccia incrociate fissando l'archeologa.
"CHI sei"
Gli chiede immediatamente Lara . La sagoma inclina lateralmente il viso scrutando avanti la donna ancora per qualche istante.
"Oh nuove visite. Proprio qui. "
La sagoma inizia a fare qualche passo in stile passeggiata tranquilla standosene sempre a braccia conserte sulla passerella metallica in cima alle scale.
"E' stato piacevole il nostro saluto di accoglimento?"
La voce della sagoma ha un tono strano e indefinibile.
"Che cosa state macchinando qui dentro? Agli ospiti bisognerebbe dare accurate e anche gentili risposte, non credi?"
La domanda ironica dell'archeologa.
"Un'ospite diversamente garbata vedo. Pretende garbatezza non dandola per prima. Oh, questo mi piace"
Lara capta qualcosa di strano in quelle parole.
"I miei complimenti per aver avuto il coraggio di entrare qui dentro e arrivando fin qui. Ma le risposte che cercate non le otterrete se vorrete uscire liberi da qui. In cambio della liberta' vi concedo la possibilita' di non ricevere risposte alle domande che state facendo"
La sagoma parla al plurale nonostante sia solo Lara a parlare per ora.
"Che cosa temi? Hai forse paura che una donna possa andare a gridare al mondo quello che si sta macchinando all'interno di una struttura militare e di essere creduta o ascoltata?"
La domanda ironica di Lara.
"Patetici. Quale oscuro segreto celate qui dentro oltre alle vostre creazioni robotiche ed esperimenti alieni?"
"Oh...vedo che sei gia' al corrente di qualcosa..."
"Perche' state monopolizzando le case farmaceutiche?"
La sagoma inizia a scendere qualche gradino mettendo in allerta maggiore Lara con l'arma, ma la sagoma va a sedersi sportivamente su uno dei gradini a meta' rampa e appoggiando le braccia sulle ginocchia.
"Vediamo se sei degna della nostra intelligenza...."
"Degni della vostra intelligenza....E questo gentil voi, a chi e' riferito? Qui dentro ne ho visti di esseri robotici. Macchine animate. Creature vivisezionate sotto lame. Ma tu? Appartieni a che cosa?"
L'essere si alza dallo scalino e inizia a scenderne altri portando Lara pero' a restare li'.
"Indietreggia!"
La voce di Aaron arriva imperiosa nell'auricolare, ma l'archeologa non ascolta ancora una volta.
"Noi non apparteniamo a nessuno. Siete voi che appartenete a noi"
Lara vede la sagoma scendere l'ultimo scalino osservandola con occhi che sembrano beffeggiarsi iniziando a girare intorno all'archeologa e a Kurtis che e' uscito allo scoperto per aiutare la donna.
"Noi non apparteniamo a voi! Dimentica! Chiunque voi siate!"
"Illusi. Illusi umani. Siete schiavi da millenni. E non ve ne siete mai accorti. "
Lara continua a seguire con lo sguardo l'essere che gironzola intorno a loro fermandosi di tanto in tanto e sempre a braccia conserte.
"Puoi dire ai tuoi amici che non serve che si nascondono."
Le parole dell'essere fanno capire che quella sagoma sa esattamente della presenza degli altri.
"Dunque sei ancora del parere di voler conoscere chi siamo e che cosa vogliamo? Non potrai pero' piu' uscire.Ne' tu, ne' gli altri tuoi amici"
"Inizia a raccontarmi la tua sicuramente folle storia. Il resto sara' tutto da vedere"
La determinata risposta di Lara.
"Che cosa state divulgando con le case farmaceutiche?"
"Non ci arrivi?"
"Farmaci e medicine. Che altro?"
"Noi stiamo guarendo l'umanita'."
"CHE COSA??"
Lara sorride sarcastica.
"Guarire l'umanita' ? E da cosa e come"
"Dalla sua perenne ricerca in tutto e tutti di quello che chiamate amore"
"Caaapisco"
Commenta lei ancora piu' ironica di prima.
"E sentiamo... come pensate di farlo? Attraverso dei farmaci?O esperimenti alterando geni??"
"Oh non solo....siete cosi' facilmente manipolabili....siete cosi'...deboli"
L'essere sorride in maniera sinistra accennando anche ad una risata altrettanto sinistra.
"Fate la corsa all'oro attraverso qualsiasi bene materiale. E' cosi' facile arrivare alle vostre menti e...renderle schiave."
Lara attacca ancora maggiormente con il suo sguardo, l'essere che si e' ora fermato davanti a lei a un paio di metri di distanza.
"E' facile.... vi nutrite dei nostri doni. Come il cibo....o la tecnologia...Oh si, e' cosi' facile prendervi per la gola o giocattoli tecnologici. Vi piacciono, eh? Conosciamo il potere della tecnologia. Da chi pensate che derivi?"
"Palle. Vuoi farmi credere che...."
Lara si ferma di parlare avvertendo un fastidio alle tempie che la porta a respirare faticosamente mentre lo sguardo dell'essere e' puntato su di lei.
" Il nostro scopo, e' quello che desideriamo da millenni ed ere. Fare della terra un nuovo mondo.Il nostro mondo"
"Volete impossessarvi della terra sterminando l'umanita' ??"
Lara ancora piu' indignata di prima, quasi lancia sguardi incendiari all'essere.
"Che brutti termini hai usato. Vogliamo solo fare pulizia."
"Beh ,dovrete vedervela con me e con chi combattera' con me per evitare questa follia! "
Lara non riesce a contenere la sua rabbia che le fa manifestare anche una sorta di incoscienza a minacciare cosi' una forza oscura aliena sicuramente accompagnata da altre unita' di essenze simili.
" Lara !! Smettila di affrontare quell'essere in questo sfacciato modo!! "
La voce di Aaron tuona ancora una volta e per l'ennesima volta nelle orecchie dell'archeologa e degli altri automaticamente. La donna sa che Aaron ha ragione, ma la rabbia per quello sentito le impedisce di farla ragionare, e gli occhi dell'essere lampeggiano ancora di piu' soddisfazione.
"Siete limitati umani. Non siete evoluti come noi. E non a caso siete cosi' facilmente manipolabili. E con poco, distrarvi e' facile. Siete piu' interessati a cose futili, e questo permette a noi di muoverci piu' facilmente"
La situazione poi degenera, perche' l'essere inizia ad attaccare Lara e il gruppo per impedire di farli uscire dall'hangar. Grazie pero' alle conoscenze e abilita' di alcuni del gruppo di Lara di manipolare alcune apparecchiature tecnologiche ed elettroniche, la squadra riesce a lasciare la zona di quell'hangar e a fare una corsa rapida riattraversando l'intera struttura a ritroso fin quando si ritrovano all'uscita principale dell'area 51 e che sembra bloccata senza nessun tipo di possibilita' di essere riaperta per chissa' quale meccanismo complicato di apertura e chiusura. E' Aaron che scopre la possibilita' di aprire quella porta solo inserendo un codice numerico dall'esterno su un dispositivo collocato sulla porta . L'unica possibilita' pero' di poter riuscire nell'impresa, e' che qualcuno avesse potuto raggiungere l'esterno della porta, e il compito ricade su Aaron per scelta responsabile di lui, affidando a Ray il compito di continuare a monitorare la situazione dal monitor dell'aereo.