AIUTO DA UN GUERRIERO DELLA LUCE

Shayla vede Arioch davanti alla tomba di Antinea per lunghi minuti.

"Se gia' questo e' sofferente,non oso pensare a quando dovro' dire addio a mio fratello.E non so nemmeno che cosa fara' per attuare questo addio...."

Afferma Shayla a bassa voce confidandosi con l'indigeno. Kir mantiene il suo sguardo dritto davanti a lui vedendo lo sguardo di Arioch mentre guarda l'immagine della foto di Antinea sulla lapide.

"No esistono addii. Esiste distacco....ma gli spiriti no dicono mai addio fra loro. No esiste spazio...no esiste tempo.Spazio e tempo esistono solo per umani."

Shayla si gira verso Kir.

"Come vorrei avere la tua calma interiore e l'accettazione di cose cosi' dolorose.Ti ammiro...e ti invidio"

Kir ruota il viso abbassandolo verso l'amazzone.

"Io forte per qualcosa.....tu forte per altro qualcosa.Io ho superato gia' qualcosa. Tu supererai con tuo tempo.Tu no invidiare me in nulla.Tu aiuterai me in qualcosa...io aiutero' te in altro qualcosa"

Shayla guarda Kir con speranzosa gratitudine, ma nei suoi occhi c'e' ugualmente tristezza.Arioch si avvicina poi ai due a passo lento.

"Arioch.....e' arrivato il momento, vero?Che cosa accadra' ora?"

Arioch guarda Shayla con occhi sereni anche se velati di malinconia.

"Ora...il mio spirito e' libero di andare. Non dovro' piu' tornare sulla terra con questo stesso corpo millenario. Finalmente il mio spirito sara' libero dalle catene terrene.Ma per fare questo ho bisogno del tuo aiuto Shayla...."

L'amazzone lo guarda con stupore.

"Che cosa intendi dire?"

Arioch si smaterializza diventando incandescente per poi lasciar cadere al suolo due armi. L' arma incandescente usata nella battaglia contro i nephilim, e la sacra. Subito dopo Arioch si rimaterializza nelle sembianze umane.

"Che cosa vuoi che faccia con queste armi?"

"Solo con una.....la falce incandescente la distruggero' io perche' solo io posso farlo. L'altra....dovrai usarla tu....."

"Io?E....per che cosa?"

Chiede in un mormorio. Arioch pero' non risponde e si china sull'arma incandescente afferrandola con entrambe le mani.L'arma inizia a vibrare accendendosi ancora di piu' di fuoco piu' intenso.Le mani di Arioch pero' non si insanguinano nonostante la forza con cui lui la sta impugnando.

"E' tempo che quest'arma di morte scompaia per sempre...."

Arioch si inginocchia iniziando poi a pronunciare delle formule arcaiche ad occhi chiusi per poi aprirli e indirizzare l'energia con le mani e mentalmente sull'arma.Subito dopo si alza lasciando a terra la falce e afferrando la sacra spada usandola per tagliare in due la falce. Improvvisamente l'incandescenza della falce si attenua sempre di piu' fino a scomparire del tutto.Arioch conficca quindi la spada nel terreno e si china per raccogliere la falce diventata fredda, come se avesse perso ogni potere.

"Quest'arma ora non ha piu' potere, vero?"

"Ora e' solo un pezzo di metallo."

Kir si avvicina all'arma appena spezzata in due e prende i due pezzi staccati fra le mani. Shayla si gira verso l'indigeno.

"Arma usata per uccidere.....forgiata per uccidere...parole di morte incise in lei..."

"Il suo potere di distruzione non esiste piu' pero'. Arioch ha spezzato il suo potere. L'ha spento"

"Cio' che viene spezzato non e' cancellato.Suo potere spezzato....va trasformato. Deve tornare alla fonte trasformato in energia di luce, non di oscurita'...."

Shayla si volta verso Arioch aspettandosi una sua reazione per far capire a Kir che non sarebbe servito, ma il sacerdote sembra voler lasciar proseguire Kir.

L'indigeno si volta verso Arioch che gli fa un cenno di consenso con il capo.

"Serve fuoco...."

Shayla comprende che Kir avrebbe ripetuto quello attuato nella tomba dei genitori per bruciare il sacro anello. E' Arioch stesso ad occuparsi della bruciatura dell'arma mentre Kir chiude gli occhi aprendo il suo ampio torace in un respiro di illuminante operazione.

"Ringraziamo potere di questa spada che ha portato a pace di mondi e chiediamo perdono per uccisioni provocate. Possa cenere di questa arma, essere trasformata in energia di luce"

Le parole di Kir mentre Arioch brucia la falce per poi vedere la cenere disperdersi nell'atmosfera.

"Un guerriero della luce non dimentica mai la gratitudine..."

Le parole di Arioch fanno sorprendere Shayla. Anche Kaileena aveva riconosciuto in Kir qualcuno denominandolo guerriero della luce.

Kir a sua volta si gira verso Arioch restando pero' in silenzio.

"E quando il sole tramonta, egli si inginocchia e ringrazia il manto protettore che lo circonda.

La sua gratitudine non e' limitata al mondo spirituale: egli non dimentica mai gli amici, perché' il loro sangue si è mescolato con il suo sul campo di battaglia."

Continua Arioch con voce pacata ma solenne.

" Anche nostra madre l'ha chiamato guerriero della luce. Ma Kir...lui non ha ucciso.Lui odia le guerre e le battaglie."

Shayla sembra voler correggere le parole di Arioch rivolte a Kir.L'amazzone ha forse dimenticato per un attimo che Arioch ha il potere di leggere nei cuori.Ed e' proprio Kir poi che risponde.

"Ho avuto paura di affrontare combattimenti ma li ho fatti. Ho tradito e mentito in passato.Ho imboccato un cammino che non era il mio. Ho sofferto per cose prive di importanza. Ho mancato ai miei doveri spirituali. Ho detto "si" quando avrei voluto dire "no". Ho ferito qualcuno che amavo. Ho passato queste esperienze...ma non ho mai perduto la speranza di essere migliore".

Le umili parole di Kir al quale poi Arioch si avvicina posandogli le mani sulle spalle.

"Ora so perche' sei qui guerriero della luce.E so che posso lasciare questo mondo, piu' sereno che mai.E ora sono io a ringraziare te per cio' che hai fatto e per cio' che farai..."

Tra Kir e Arioch sembra instaurarsi una comunicazione particolare che Shayla non comprende. Kir unisce le mani palmo contro palmo e fa un particolare segno di saluto e ringraziamento sacrale derivante dalle sue origini indiane e indigene.Poi Arioch si avvicina alla sorella guardandola con occhi particolari pronti per salutarla. Shayla si raccoglie nelle braccia del fratello in eterni istanti cercando di trattenere le lacrime.

Valentina - Racconti fantasy
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